15.2 C
Napoli
venerdì, 9 Dicembre 2022

La violenza continua in Medio Oriente

Da non perdere

Deborah Santorohttps://www.21secolo.news
Laureanda in Archeologia e Storia delle Arti presso l’Università Federico II di Napoli, ama riportare alla luce la storia dei luoghi del passato, senza tralasciare miti e leggende, considerate parte importantissima della cultura popolare. Amante delle arti culinarie, si diletta ai fornelli. Crede nel giornalismo al servizio della verità e ad essa si presta.

Ancora tensioni in Medio Oriente dove, in seguito alla morte di tre giovani israeliani e di un adolescente palestinese, il quindicenne Tarak Abu Khdeir sarebbe stato malamente pestato e ingiustamente tratto in arresto dalla polizia israeliana.

I tre ragazzi israeliani
I tre ragazzi israeliani

Era lo scorso 12 Giugno quando tre ragazzini israeliani, Eyal Yifrah di 19 anni, Gil-Ad Shayer di 16 anni e Naftali Yaakov Frenkel anch’egli sedicenne, furono rapiti da un gruppo terroristico tra Betlemme e Hebron nel sud della Cisgiordania, mentre facevano l’autostop nei pressi dell’insediamento di Gush Etzion. Appena pochi giorni dopo la scomparsa dei giovani, il premier israeliano Benyamin Netanyahu si impegnava nella coordinazione delle operazioni di ricerca ma a distanza di 18 giorni dalla scomparsa, i corpi degli adolescenti israeliani furono ritrovati senza vita ad appena 15 minuti di strada dal luogo del rapimento, privi di sepoltura e grossolanamente nascosti tra alcuni cespugli. Decine di migliaia di persone, compreso il premier Netaniahu e il presidente Shimon Peres, presero parte ai funerali dei tre adolescenti di cui non restava altro che corpi senza vita avvolti in grandi bandiere israeliane. Già dalle prime indagini fu possibile stabilire che per i tre ragazzini la morte era arrivata subito, con molta probabilità appena dopo la telefonata con la quale uno di loro aveva allertato la polizia, informandoli dell’avvenuto sequestro.

Mohammed Abu Khdeir
Mohammed Abu Khdeir

Non molte ore dopo l’ultimo saluto ai tre giovani israeliani, il cadavere di un diciassettenne palestinese viene ritrovato dalla polizia di Israele in un bosco di Gerusalemme, in seguito alla denuncia di rapimento presentata dalla sua famiglia alla polizia locale. Sin dalle primissime ipotesi si era presunto che l’assassinio di Mohammed Abu Khdeir fosse stato compiuto da ultrà ebrei come ritorsione per l’omicidio dei tre adolescenti israeliani. Alcune telecamere di sicurezza avrebbero ripreso il momento esatto in cui il giovane Mohammed sarebbe stato costretto con la forza a salire a bordo di un’automobile mentre in tutta calma si recava a pregare presso una moschea nel rione di Beit Hanina. Stando a quanto riferito dal procuratore generale palestinese Muhamad Abd al-Ghani Uweili, in seguito ai risultati dell’autopsia preliminare eseguita sul corpo del ragazzino assassinato, il giovane presenterebbe fuliggine nei polmoni e lungo il tratto respiratorio, il che dimostrerebbe che Mohammed sarebbe stato bruciato vivo. La causa della morte, dunque, non sarebbe la ferita infertagli alla testa ma le ustioni dovute al rogo.

Tarek
Tarek Abu Khdeir

Risale invece a pochi giorni fa la notizia che vede come sfortunato protagonista il quindicenne Tarek Abu Khdeir, cugino di Mohammed, immortalato in un video mentre viene pesantemente picchiato dalla polizia israeliana. Dinanzi alle foto che ritraggono il giovane Tarek gonfio in volto e ricoperto di lividi risulta difficile credere alle giustificazioni della polizia israeliana che si sarebbe difesa parlando di riprese non obiettive e di un presunto montaggio. Stando a quando dichiarato dalla Organizzazione non Governativa Addameer, il ragazzo sarebbe stato picchiato nel cortile di suo zio per poi essere arrestato senza alcuna accusa a Shufat, sobborgo arabo di Gerusalemme Est. La Ong ha inoltre aggiunto che Tarek sarebbe stato finalmente trasferito in ospedale solo in tarda serata, dopo essere stato trattenuto senza alcun motivo alla stazione di polizia. Il ragazzo vanta un passaporto palestinese e americano, dunque l’Amministrazione USA ha chiesto a Israele “Un’indagine seria e trasparente”.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli