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mercoledì, 19 Gennaio 2022

Villa Vannucchi: running nella savana sangiorgese

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Davide Franciosahttps://www.21secolo.news
27 anni, poliedrico, sensibile, napoletanissimo. E' Compositore video-grafico e operatore di comunicazione sociale. Malato di "teatrite acuta", appassionato di cinema, musica, lettura e scrittura creativa, ha l'Africa nel cuore. Sogna di diventare editore e un teatro tutto suo.

Degrado, vandalismo, incuria, abbandono. E’ questo ciò che da circa 2 mesi avviene nella storica Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano (NA), la frequentatissima e imponente dimora del ‘700 vesuviano che ogni giorno, sopratutto d’estate, accoglie centinaia e centinaia di cittadini.

LA VILLA – Voluta nel 1755 da Giacomo d’Aquino di Caramanico, esponente della famiglia d’Aquino e gentiluomo di camera del sovrano del Regno delle Due Sicilie Carlo di Borbone, è una delle più belle e monumentali ville vesuviane del Miglio d’Oro. Villa Vannucchi consisteva in un doppio complesso edilizio (una casa palaziata e un casino alla romana) ed una masseria di 14 moggi con bosco di 47.108,04 mq di terreno. Successivamente fu venduta alla metà del XIX secolo ai Van den Henvel e poi, nel 1912, alla famiglia Vannucchi.

L’immobile venne gravemente danneggiato dal terremoto del 1980, richiedendo notevoli interventi per mettere in sicurezza e rinforzare la struttura. In questo periodo grossa parte dei giardini vennero occupati abusivamente per le coltivazioni di ortaggi da parte di privata, venendo liberati a partire dal 2006 con l’acquisizione del patrimonio del Comune sangiorgese per estendere i lavori di restauro e riassetto anche al Parco, riportando i giardini all’italiana agli antichi splendori settecenteschi. La villa è famosa anche per essere stata punto di riferimento della nobiltà ai tempi di Gioacchino Murat ed apparsa nelle scene iniziali del film “Ricomincio da tre” con Massimo Troisi e Lello Arena.

CITTÀ A MISURA DI FAMIGLIA – Considerata un modello cittadino per nuclei familiari, il Comune del Miglio d’Oro vanta sul proprio territorio diversi punti pubblici all’aperto che, per la gioia dei circa 48mila sangiorgesi, diventano centri di aggregazione, promozione culturale e sociale. Il Parco di Villa Vannucchi, ristrutturato insieme allo splendido edificio tra il 2006 e il 2009, già grida ‘AIUTO!’. Lo scenario che si presenta agli occhi dei tanti è sconfortante: distese di erbacce (in alcuni punti alte più di 1 metro), sporcizia, calcinacci, totale assenza di manutenzione e disinfestazione ordinaria. A completare il quadro poco felice è l’arena all’aperto, un gioiellino inaugurato e praticamente mai utilizzato. Uno spazio funzionale immerso nel verde con ampio palcoscenico, camerini sotterranei con ascensore e bagni. Allo stato attuale versa in queste condizioni:

Un cazzotto in pieno stomaco per i tanti frequentatori della villa che, ogni giorno, si recano nel polmone verde cittadino per praticare sport, respirare aria pulita o semplicemente per incontrarsi in un luogo bello e curato. Si, Villa Vannucchi fino a circa 2 mesi fa era tutto questo: uno splendore verde e fiorito, un vanto custodito di cui poter beneficiare gratuitamente in piena sicurezza grazie al servizio di guardiani e giardinieri. Uno splendore abbandonato per la scadenza del contratto con la ditta che cura l’imponente giardino e non ancora rinnovato. Uno splendore abbandonato nella piena esplosione primaverile ed estiva, lasciando ovviamente tutti stupiti e scontenti.

DEGRADO E DISAGI, PARLANO I CITTADINI – In questo evidente purgatorio, sono tante le difficoltà che i frequentatori del Parco stanno affrontando, conducendo molti, purtroppo, alla scelta di non frequentarla almeno per il momento. Tanti gli utenti scontenti (ma speranzosi che tutto torni alla normalità) che hanno voluto confermarci il problema. Una giovane coppia di genitori mostra “la difficoltà di portare nostro figlio al parco in carrozzina, troppi insetti, non possiamo rischiare ancora per la mancanza di manutenzione”. Tanta ironia nelle parole di un gruppo di anziani assidui frequentatori: “Hanno pensato solo a fare un’altro sindaco, ora che sono finite forse pensano anche un poco a noi”, seguiti a ruota da un gruppo di cittadini con cani: “Prima era bello portarli, si era creato un rapporto di stima e rispetto con i giardinieri che controllavano che il loro lavoro non venisse sprecato. Ci conoscevano, anche se è vietato far salire sui prati i cani, ogni tanto chiudevano un occhio e ci lasciavano un pezzetto di spazio dove stare. Ora è impossibile portarli: se entrano tra l’erbaccia, spariscono e tornano pieni di pulci!”. Tra i più disagiati anche gli sportivi, che usufruiscono del perimetro del giardino per praticare attività fisica all’aperto. In tanti non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, sottolineando comunque la rabbia e l’incredulità di un luogo che amano, vivono e difendono quasi tutti i giorni. Numerosi anche i complimenti al buon lavoro del servizio di guardiania che, oltre al controllo della sicurezza, si è sempre prodigato per preservare i prati verdi ed informare i cittadini su come vivere in modo corretto gli ambienti.

Oggi i cittadini di San Giorgio a Cremano, con l’elezione del nuovo Sindaco il dott. Giorgio Zinno, chiedono un intervento rapido e decisivo che riporti il Parco, grande quanto quello del Bosco di Portici, al suo recente e abituale splendore. Stesso discorso per la splendida Villa Bruno, che da tempo attende ampi lavori di restyling.

Il Sindaco Zinno si è già occupato in passato dell’argomento, ricomprendo la carica di vicesindaco con delega di Assessore alla valorizzazione del Patrimonio e Ville Vesuviane, dimostrando passione ed interesse per questi beni storici e comuni. Ripristinare Villa Vannucchi alla sua piena agibilità è ciò che tutti gli abitanti della città alle falde del Vesuvio si aspettano, augurandosi che l’unico taglio che la nuova amministrazione apporti sia destinato all’erba di questi prati.

Chi parte sa da cosa fugge, ma non sa che cosa cerca… 

Lello Arena e Massimo Troisi – Ricomincio da tre (scena nell’atrio di Villa Vannucchi)

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