21.2 C
Napoli
giovedì, 6 Ottobre 2022

A Vienna i negoziati sul nucleare iraniano

Da non perdere

Erminia Vocciahttps://www.21secolo.news
Ha conseguito la laurea magistrale in “Relazioni Internazionali” presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, si interessa di politica mondiale e di temi legati al rispetto dei diritti umani. Ama leggere, viaggiare e conoscere culture diverse. Crede nell’ informazione come servizio per un mondo meno distratto e più consapevole.

Giovedì 20 novembre il Segretario di Stato americano John Kerry è volato a Vienna per prendere parte alle fasi conclusive dei negoziati sul dossier del nucleare iraniano, entrati nel vivo da martedì e che secondo le attese avrebbero dovuto concludersi il 24 di questo mese. I cinque grandi più uno: Russia, Usa, Francia, Gran Bretagna e Cina, ovvero i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania non sono riusciti a strappare agli iraniani alcuna importante concessione. Le trattative, che durano ormai da dodici anni, slitteranno a marzo 2015. Al vertice di Vienna anche Catherine Ashton, ex Alto Rappresentante dell’Ue per la Politica Estera e la Sicurezza Comune.

Kerry
Il Segretario di Stato americano John Kerry

L’intesa raggiunta nella capitale austriaca, rende noto askanews, prevede che l’Iran conservi metà dello stock di uranio arricchito al 20%, mentre saranno sospese per sei mesi ulteriori operazioni di arricchimento. I timori maggiori riguardano il reattore nucleare ad acqua pesante di Arak, che potrebbe essere impiegato dall’Iran per la fabbricazione di armi atomiche. Tuttavia, il reattore, assicura l’inviato del governo di Teheran a Vienna, ha solo fini di ricerca ed ha già subito alcune modifiche che ne limitano la capacità di produzione di plutonio.

Lo scopo dei colloqui di Vienna era porre un freno al programma nucleare iraniano, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, che hanno paralizzato l’economia del Paese e causato un aumento incontrollato dell’inflazione. “Permangono ancora troppe divergenze” ha commentato al termine degli incontri il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, che ha incontrato Kerry a Parigi prima di partire per Vienna. Secondo fonti ufficiali iraniane la richiesta di Teheran era la rimozione totale ed immediata delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio, e non la semplice sospensione come proposto da Stati Uniti e Unione Europea.

A Vienna dunque nessuna intesa che garantisca gli usi puramente civili del nucleare iraniano. Teheran respinge le accuse occidentali di lavorare alla produzione di armi atomiche, ma rifiuta di arrestare i programmi di arricchimento dell’uranio. La BBC fa sapere che agosto 2015 è il termine fissato dall’IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, entro cui l’Iran dovrà fornire spiegazioni su alcuni test nucleari e altre attività sospette connesse alla produzione di armi atomiche.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli