Via Marina: grande imbroglio per i lavori

È stato ingaggiato un homeless come amministratore per i lavori di via Marina.

Un uomo chiamato a firmare fatture false che consentivano all’organizzazione di sbloccare i fondi comunitari.

L’uomo ingaggiato si chiama Luigi Esposito; il suo nome non è comunque nell’elenco dei destinatari delle misure cautelari firmate dal giudice nei giorni scorsi.

Sono stati firmati, infatti, sette arresti domiciliari dal Gip del Tribunale di Napoli. Le accuse sono di fatturazione falsa e di frode fiscale. I destinatari delle misure cautelati sono i sette manager e imprenditori impiegati nella realizzazione del progetto, il cosiddetto asse costiero. Si tratta di un progetto per la riqualificazione di via Marina e dell’ampia carreggiata che apre la porta d’accesso alla città di Napoli dal fronte orientale.

È diventata un’opera difficoltosa e irregolare quella che da anni riguarda la trafficata via Marina; anni di attese e stress da traffico che si pensava sarebbero finiti entro il nuovo anno.

La Procura sembra comunque aver fatto chiarezza sui procedimenti dell’operazione. Si è riscontrato, infatti, che i costi di realizzazione per la nuova figurazione che avrebbe dovuto avere via Marina sono lievitati sempre di più attraverso un sistema di fatturazione montato e costruito con metodo; tra l’altro nel progetto erano comprese anche la tanto attesa pista ciclabile e la strada delle palme.

Dell’inchiesta si stanno occupando i pm Brinetti e Cozza, sotto il coordinamento dell’aggiunto Vincenzo Piscitelli.

I nomi dei sette uomini destinatari degli arresti domiciliari sono: Pasquale Ferrara, Mariano Ferrara, Umberto e Vincenzo Ianniello, Vincenzo Boccanfuso, Gaetano Milano e Achille Prospero.

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