Il Vesuvio continua a bruciare la situazione è ancora critica. Lo comunica la Protezione Civile della Regione Campania che ha provveduto a richiedere, all’interno del Centro Coordinamento Soccorsi in Prefettura, l’invio dell’Esercito per supportare le attività relative al presidio delle strade e alla realizzazione di piste di accesso nonché al rifornimento di acqua con le autobotti.
Al momento sono in azione due canadair della flotta di stato, che si sono aggiunti ai 4 già presenti e ai 4 elicotteri regionali. Complessivamente, stanno operando nell’area vesuviana, 10 mezzi aerei.
“Per il momento non sono in pericolo case e persone ma il rogo, per essere domato, richiede lo stato di mobilitazione nazionale della Protezione civile, così da poter inviare più uomini e mezzi in zona e dare anche respiro a coloro che stanno lavorando da 24 ore”, ha dichiarato il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.
La situazione è molto difficile da gestire, all’inizio il vento spingeva la fiamme verso l’alto, come ha sottolineato il Sindaco di Terzigno e l’aiuto dei mezzi da terra hanno garantito l’incolumità di tutti.
I Vigili del fuoco e il Volontari della Regione hanno operato tutta la notte e quindi non è stato necessario evacuare nessuna abitazione. La colonna di fumo è perfettamente visibile per decine di chilometri, dagli scavi archeologici di Pompei fino a Napoli. Anche ad Ischia, oggi pomeriggio il sole appariva velato, probabilmente a causa del fumo presente nell’aria.
Questo pomeriggio il prefetto di Napoli Michele di Bari si è recato nella zona del Vesuvio interessata dal vasto incendio. Con gli operatori presenti sul posto ha fatto il punto sulle attività di spegnimento del fuoco.Poi ha ringraziato gli uomini dei vigili del fuoco, dei carabinieri forestali, dell’Esercito e della Protezione civile che sono impegnati dal pomeriggio nelle operazioni di spegnimento del fronte di fuoco che si estende per circa tre chilometri.
Le cause del rogo non sono ancora chiare, anche se al momento le autorità indagano per dolo; il rischio è che le fiamme compromettano la flora locale ma anche il patrimonio naturale del Parco Nazionale del Vesuvio
La situazione è in aggiornamento.
Immagine in evidenza: ANSA

