Veronika decide di morire, un romanzo di Paulo Coelho

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Veronika decide di morire

Veronika decide di morire è un romanzo scritto dal celebre scrittore Paulo Coelho nel 1998. Nel 2005 dal romanzo di Coelho è stato creata una versione cinematografica in giapponese “Veronika wa shinu koto ni shita” diretto da Kei Horie. Invece, nel 2009 è uscito il film “Veronika decides to die” diretto da Emily Young, la cui protagonista Veronika è interpretata dalla famosa attrice Sarah Michelle Gellar.

Il libro prende spunto da reali esperienze personali di Coelho.  Anche egli, da giovane, ebbe a che fare col mondo degli ospedali e degli “insani”.

La storia di “Veronika decide di morire” parla di una ragazza slovena, Veronika, che tenta il suicidio ma alla fine fallisce. Veronika viene informata che il suo tentativo di togliersi la vita avrebbe danneggiato il suo cuore con solo cinque giorni di vita. Nell’ospedale la ragazza deve fare i conti col significato del verbo morire, ma anche cosa significhi essere pazzi, insani.

Il libro verte principalmente sull’effetto della diagnosi dello status di salute di Veronika e di pazienti con cui ella interagisce. La prima paziente con cui Veronika entra in contatto è Zedka (diagnosi: depressione) che offre consigli e intuizioni a Veronika. Poi c’è Maria, una donna che si è ritirata dalla sua vita professionale e familiare per essere “internata” a causa di inspiegabili attacchi di panico. Infine, c’è Eduardo, un ragazzo schizofrenico col quale Veronika allaccia un rapporto profondo. Questi pazienti realizzano che l’ospedale è soltanto un rifugio dove nascondersi dalla vita reale, perché sono liberi di sfidare le norme sociali e convenzionali, senza giudizi e senza etichette.

Veronika comprende che “vivere”, per lei, in quel contesto diventa importante rispetto a morire, riuscendo a trasmettere, infine,  questo senso di libertà agli altri amici-pazienti.

Alla fine Veronika scopre che lei è veramente libera. Al principio, lei sembra avere tutto dalla vita: un lavoro, un fidanzato, popolarità. Tuttavia, sono queste le cose che fanno a sentire la protagonista una schiava, e questo è ciò che porta al suo tentato suicidio. In un certo senso, Veronika viene doppiamente liberata. È libera perché sta morendo e spiega anche cosa si può fare a una persona morente: lasciarla di agire liberamente. In secondo luogo, è stata etichettata come pazza e, avendo una tale etichetta, la gente si aspetterebbe che lei agisca da persona insana. Quindi, acquisisce la libertà di fare quelle cose che nella vita quotidiana non si osano affrontare.

“Odiò tutto ciò che le fu possibile in quel momento. Odiò se stessa, il mondo, la sedia che le stava davanti, il termosifone rotto in uno dei corridoi, le persone perfette, i criminali. Era ricoverata in una clinica per malattie mentali e poteva provare sentimenti che gli esseri umani nascondono anche a se stessi: perché tutti siamo educati soltanto per amare, per accettare, per tentare di scovare una via d’uscita, per evitare il conflitto. Veronika odiava tutto, ma principalmente il modo in cui aveva vissuto: senza mai scoprire le centinaia di altre Veronike che dimoravano dentro di lei e che erano interessanti, folli, curiose, coraggiose, audaci”.

 

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Laureato in laurea triennale in lingue inglese e giapponese. Attualmente studente di laurea specialistica in Storia e civiltà giapponese. Sono un folle amante della letteratura e dei libri. Amo le lingue, in particolare quella del Giappone.

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