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lunedì, 18 Ottobre 2021

Varsavia: ribellione e boom di bandiere nella piazza della città

A Varsavia è scoppiata una ribellione. Trionfo di bandiere blu in piazza ed esclamazioni del tipo: "Dobbiamo restare nell'unione europea"

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Erano tantissime ieri le persone in piazza a Varsavia.

Nonni con i nipoti, genitori e figli. Artisti e attivisti. E tante bandiere dell’Ue. I polacchi di tutte le età hanno manifestato in decine di migliaia a Varsavia (in centomila) e in oltre cento città e paesi, anche all’estero, per ribadire l’appartenenza all’Unione Europea, scandendo lo slogan «Io resto nell’Ue». E di fatto per protestare contro il governo nazionalista ultra-conservatore guidato dal premier Mateusz Morawiecki del Pis (Diritto e Giustizia) di Jaroslaw Kaczynski.

Il governo sta facendo crescere il rischio di una Polexit, anche se dice di non volerla, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha stabilito il primato del diritto nazionale sul diritto comunitario, mettendo in discussione il principio giuridico su cui si basa l’Unione Europea e aprendo uno scontro gravissimo con Bruxelles.

Mateusz Morawiecki ha difeso la propria posizione affermando, in un videomessaggio alla convention nazionale degli ultranazionalisti spagnoli di Vox, che «Il ruolo dell’Ue è sostenere lo sviluppo dei Paesi, non di imporre idee contrarie alla loro storia e identità e soluzioni legali incompatibili con il loro ordinamento giuridico». Per Morawiecki «non possiamo lasciare questo aspetto nelle mani di chi non comprende che l’unità non è omologazione. Dobbiamo proteggere le differenze delle comunità nazionali».

La manifestazione a Varsavia è stata convocata da Piattaforma Civica, il maggiore partito dell’opposizione, di cui ha ripreso la leadership l’ex presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in vista della sfida elettorale del 2023: «Dobbiamo salvare la Polonia — aveva twittato sabato per invitare in piazza i suoi concittadini — nessuno lo farà per noi».

Alla manifestazione hanno aderito anche le altre forze dell’opposizione. «Vogliamo una Polonia indipendente, europea, democratica, rispettosa della legge e giusta — ha detto ieri Tusk parlando davanti al Castello Reale, circondato da migliaia di manifestanti e dai furgoni della polizia — Questi principi sono oggi schiacciati da un potere privo di coscienza e moralità». Poi Tusk ha attaccato il governo: «Vogliono uscire dall’Ue, violare i diritti dei cittadini».

La mobilitazione è stata generale, la maggioranza dei polacchi è a favore della permanenza nell’Ue, anche tra gli elettori del Pis. Un momento toccante è stato l’intervento di una veterana di 94 anni dell’insurrezione di Varsavia del 1944 contro gli occupanti nazisti: «Siamo sempre stati in Europa, nessuno ci porterà fuori. Questa è la nostra Europa».

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