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venerdì, 2 Dicembre 2022

Vaiolo delle scimmie, primo caso in Italia: un paziente allo Spallanzani

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

L’Istituto Superiore di Sanità ha emanato una nota riguardo i casi di vaiolo delle scimmie. Nella nota si legge: “L’Iss ha costituito una task force composta da esperti del settore ed ha contattato le reti sentinella dei centri per le infezioni sessualmente trasmesse al fine di monitorare continuamente la situazione nazionale“.

Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento di malattie infettive dell’Iss, ha spiegato all’Ansa: “Il ministero della Salute sta monitorando attentamente i casi di vaiolo delle scimmie segnalati in Italia. Sarebbero al momento pochi e così ha allertato le Regioni per un tracciamento degli eventuali casi. Anche l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha attivato una task force per seguire al meglio l’evoluzione della situazione. Al momento nel nostro Paese non si registra una situazione di allarme ed il quadro è sotto controllo“.

Vaiolo delle scimmie: primo caso in Italia

All’ospedale Spallanzani è ricoverato il primo caso in Italia di paziente affetto da vaiolo delle scimmie. Lo Spallanzani ha spiegato che: “Il quadro clinico è risultato caratteristico e il monkeypox virus è stato rapidamente identificato con tecniche molecolari e dissequenziamento genico dai campioni delle lesioni cutanee“.

Aggiunge che la persona “è attualmente ricoverata in isolamento in discrete condizioni generali” e “sono in corso le indagini epidemiologiche e il tracciamento dei contatti“. Oltre a lei, sono in osservazione in ospedale altri due casi sospetti. 

Come avviene la trasmissione: saliva a contatto con lesioni o liquidi biologici infetti

Anna Teresa Palamara spiega riguardo la trasmissione che “può avvenire attraverso le goccioline di saliva e il contatto con le lesioni o i liquidi biologici infetti. Attualmente la situazione è sotto controllo e in questo momento in Italia non abbiamo una situazione di allerta in relazione ai casi segnalati di vaiolo delle scimmie.

“Raccomandiamo però prudenza nei contatti stretti o sessuali che presuppongano uno scambio di fluidi corporei, soprattutto se sono presenti lesioni cutanee o sintomi febbrili”, conclude.

 

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