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venerdì, 30 Luglio 2021

Vacanze scolastiche: tre mesi di stop (forse) sono troppi

Le vacanze scolastiche in Italia sono molto lunghe, soprattutto se paragonate a quelle di altri Stati. Probabilmente proporre attività alternative a tre mesi di stop, sarebbe maggiormente proficuo per i ragazzi.

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Le vacanze scolastiche in Italia sono molto lunghe, soprattutto se paragonate a quelle di altri Stati.

Quest’anno a causa della pandemia, il Governo Draghi aveva inizialmente pensato di protrarre le lezioni fino ai primi di luglio; decisione poi scongiurata per mancati accordi.

Vacanze scolastiche: tra tentativi politici e proposte

Il calendario delle vacanze scolastiche cambia in base alle diverse località, si va dalle cinque settimane estive della Germania alle dodici (quasi tredici) settimane dell’Italia.

Solo le scuole primarie in Bulgaria si fermano più a lungo: in alcuni casi la pausa può durare fino a quindici settimane complessive.

Ad influenzare le scelte delle Regioni e delle istituzioni, vi sono diversi fattori, tra i quali quelli di natura climatica. Questione che riguarda anche la chiusura delle scuole, che al Nord, dove solitamente fa più freddo, chiudono dopo rispetto al Sud, dove il clima mite e primaverile favorisce una chiusura “anticipata”.

In Italia le vacanze sono concentrate quasi tutte d’estate. Negli altri Paesi le pause studio sono distribuite o semplicemente organizzate in modo differente, tenendo conto di diversi parametri ed esigenze.

Nel nostro Paese da anni si discute circa una calendarizzazione nuova delle “ferie” scolastiche, che però non si concretizza.

Già nel 2013, il Governo tecnico Monti, provò a riformare questo aspetto, proponendo un mese di vacanze estive per gli studenti e un mese di formazione.

Tentativo che venne poi archiviato, concludendosi con un nulla di fatto.

Nel 2008 il Ministro dei Beni culturali Rutelli formulò l’idea, elaborata insieme al ministro della Pubblica istruzione Fioroni, di ridurre i giorni di vacanza.  Tutto si risolse nell’avvio di qualche sperimentazione regionale, oramai abbandonata.

Scuola: pausa estiva tra ipotesi e formazione

Al di là dell’ambito prettamente politico, anche gli insegnanti, seppur stanchi dopo i mesi trascorsi in classe, recriminano meno vacanze per i propri studenti.

“In tre mesi di vacanza si dimentica quasi tutto. Lo studente che si ripresenta a scuola non solo non sa più molte cose che aveva studiato, ma non sa neanche più come si studia. L’inizio di un anno scolastico è faticosissimo. È come riprendere a tirare un carro che si era fermato: l’inerzia lo rende pesante”, hanno dichiarato convinti maestri, educatori, professori, nel corso del tempo.

Naturalmente esiste un calendario ben definito che indica i giorni da trascorrere in classe e quindi le ore di lezione complessive. Come dicevamo precedentemente, l’Italia è tra i Paesi, come la Danimarca e i Paesi Bassi, che raggiungono circa 200 giorni di lezione all’anno, a differenza della maggior parte degli altri Stati europei, dove gli alunni vanno a scuola circa 185 giorni all’anno.

Vacanze scolastiche: utili ma da sfruttare meglio

Sicuramente “staccare la spina” è importante, soprattutto in un anno così faticoso come quello che gli studenti si sono lasciati alle spalle, ma anche per gli insegnanti, fortemente provati da mesi di didattica a distanza.

Semplicemente, il calendario scolastico, andrebbe adeguato anche alle profonde differenze regionali che esistono nel nostro Paese.

Magari sarebbe opportuno ed utile, concedere delle pause, o anche solo un giorno di stop a settimana, non per studiare meno, così come potrebbero pensare molti ragazzi, ma per far sì che il cervello riposi e non si creino situazioni di stress psico-fisico.

Un’altra soluzione potrebbe essere, quella di prendere in considerazione la possibilità che la scuola durante alcune settimane estive proponga attività formative libere in collaborazione con i territori.

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