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domenica, 27 Novembre 2022

Usa, si inietta cocaina nel pene. I medici: “Organo ulcerato e gonfio”

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Stati Uniti, il caso del 35enne che si è iniettato cocaina nel dorso del pene ha di certo attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo. Il caso è stato riportato dal American Journal of Case Report: l’uomo, residente a New York City, si è dovuto recare d’urgenza al Pronto Soccorso in gravi condizioni.

Il medico che lo ha visitato ha spiegato: “L’organo era scuro, gonfio, ulcerato e trasudava un liquido dall’odore nauseante“. Secondo la testimonianza del medico, l’uomo si era iniettato cocaina nel pene tre giorni prima di recarsi al Pronto Soccorso. Stando a quanto detto dal paziente, lo aveva fatto già in passato senza particolari complicazioni.

Stati Uniti, 35enne si inietta cocaina nel pene: rifiuta l’intervento chirurgico

La pratica, per quanto possa apparire insolita, non è così rara: molti tossicodipendenti, quando le vene del braccio sono troppo danneggiate, iniettano le sostanze stupefacenti in siti alternativi.

Negli Stati Uniti la cocaina viene spesso tagliata con levamisolo, una sostanza che causa l’infiammazione dei vasi sanguigni. Per questo, si rischia la cancrena e di conseguenza la morte dei tessuti.

Il 35enne non ha voluto sottoporsi ad alcun intervento chirurgico per rimuovere il tessuto in cancrena ed è quindi stato sottoposto ad una cura antibiotica endovenosa. Il tessuto ulcerato dell’organo è stato medicato con cura fino ad un progressivo miglioramento.

Il 35enne ha lasciato la struttura dopo la guarigione. Secondo i medici, non è da escludere che il pene del giovane possa avere avuto delle conseguenze nella funzionalità a causa del trauma. Il paziente ha rifiutato ogni proposta di intraprendere un percorso di disintossicazione per la dipendenza da cocaina.

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