USA, nuove vie d’accesso del Coronavirus nell’uomo Un nuovo studio, compiuto da scienziati americani avrebbe portato alla luce l'eventualità che esistano altre vie d'accesso per il Coronavirus

USA, nuovo studio sul Covid-19
USA, nuovo studio sul Covid-19

Negli USA, uno studio compiuto da alcuni scienziati ha messo in evidenza nelle ultime ore l’eventualità che esistano altre vie d’acceso del Coronavirus all’interno dell’organismo umano.

Si tratta, del recettore Dpp4, gene che codifica le proteine e che il virus utilizza per poter penetrare all’interno delle molecole. Esso è presente in tutte le cellule e su di esso agiscono anche farmaci anti-diabete. Questo implica che tali farmaci potrebbero essere utilizzati per combattere il virus. La zona d’accesso finora conosciuta era il recettore Ace2, situato nelle cellule del sistema respiratorio umano. La scoperta dell’esistenza del Dpp4 darebbe informazioni sull’esistenza di un meccanismo diverso che se preso in forma lieve potrebbe avviare una nuova strada terapeutica. A confermare tale teoria è Gianluca Iacobellis, ricercatore dell’Università di Miami. Il nuovo recettore, potrebbe avere inerenza con il sistema infiammatorio e immunitario quindi coinvolto nella malattia come lo era stato per la Sars. Conferme sull’efficacia dei farmaci anti-diabete ancora non sono pervenute poiché lo studio su di essi è ancora in itinere.

Altro studio che potrebbe rivelarsi giusto per contrastare la malattia potrebbe essere quello australiano e indicante che l’ivermectina, farmaco antiparassitario potrebbe rivelarsi efficace contro il Coronavirus. Si tratta, di un farmaco approvato dalla Fda americana perché ne ha dimostrato l’efficacia in vitro contro altri virus come ad esempio l’Hiv.

Il capo dell’equipe di ricerca, Kylie Wagstaff ha affermato: “Una singola dose potrebbe avere la potenzialità di rimuovere interamente l’Rna virale”. A sostegno di queste ipotesi si sono esposti anche alcuni scienziati del Monash University’s Biomedicine Discovery Institute dichiarando: “Una piccola dose dell’antiparassitario potrebbe bloccare l’avanzare dell’agente patogeno eliminando il materiale genetico virale in 48 ore”.

Il lavoro negli USA è ancora lungo e dovrà testarne il margine di sicurezza. Un dosaggio errato potrebbe avere conseguenze disastrose sull’uomo. Nuovi spiragli aprono la strada alla ricerca.

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Ambiziosa, testarda e determinata. Nata a Napoli e residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania e diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna. Sono fortemente convinta che fare il giornalista non sia una professione, bensì una vocazione!

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