Immigrazione: pace tra USA e Messico sui dazi

Il fenomeno dell'immigrazione clandestina che Trump ha combattuto sempre duramente sembra avere un risvolto meno cruento nelle proposte avallate in passato con il suggellamento della pace tra Stati Uniti e Messico. Gli USA non applicheranno alcun dazio ai messicani, circostanza che nei giorni scorsi sembrava essere l'inevitabile conseguenza di una situazione oramai non più gestibile da parte di entrambe le nazioni.

Scoppia la pace tra Stati Uniti e Messico circa la questione dei dazi che gli USA avrebbero imposto al Presidente Obrador e connazionali qualora non fossero state prese contromisure adeguate per gestire il fenomeno dell’immigrazione clandestina fuori controllo che portava migliaia di persone alla settimana a varcare i confini americani.

Trump suggella dunque l’accordo raggiunto con un tweet in cui viene specificato come gli USA non applicheranno alcuna sanzione.

Nei giorni scorsi si parlava di multe molto salate da pagare per il Messico, con una percentuale di imposta che poteva variare dal 5 al 25 percento a partire da Ottobre dell’anno in corso.

La lotta all’immigrazione clandestina è da sempre stato uno dei cavalli di battaglia di Donald Trump il quale in campagna elettorale ha spesso dato segno di voler intervenire celermente attuando misure, talvolta drastiche, per combattere il fenomeno.

Nella fattispecie si fa riferimento in particolare alla barriera fatta erigere dal presidente americano per impedire l’approdo dei migranti provenienti per la maggior parte dalle nazioni dell’America Centrale limitrofe al Messico: Guatemala e Panama su tutti.

Il Muro di Tijuana, ribattezzato dai messicani Pared de la Vergüenza , è così diventato uno degli emblemi della politica di intolleranza promossa da Trump nei confronti dell’immigrazione.

L’ostacolo che si andava ad interporre tra la volontà degli americani di arrestare questo flusso ed il sentimento di speranza di avere un futuro migliore da parte dei migranti non ha risolto la problematica già in essere, pertanto gli USA avevano propeso per la tassazione nei confronti del Messico, paese che geograficamente si trova a dover gestire da solo la trasumanza dei migranti.

Da parte di Obrador c’è, in onore del patto stipulato, il desiderio di impegnarsi per abbattere sensibilmente il numero di persone a cui concedere l’accesso sul suolo americano.

La strategia messicana, dunque, si fonderà su tre punti fondamentali: schierare a partire da Lunedì la Guardia Nazionale lungo tutte le linee di confine ed in particolare in Guatemala, rafforzare l’applicazione delle leggi sull’immigrazione e accogliere sul proprio territorio un maggior numero di richiedenti asilo in Usa finché non verrà completato il procedimento burocratico della loro richiesta e con l’ulteriore possibilità, da parte di questi ultimi, di ottenere in tempi brevi un lavoro provvisorio in attesa della risoluzione delle pratiche.

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