USA-IRAN, in Stallo, ma non troppo potrebbe essere il sunto delle ultime due settimane sul fronte della guerra USA-IRAN. Se da un lato la guerra è ancora in essere, dall’altro continuano incessanti gli incontri per giungere ad una pace duratura e alla riapertura dello stretto di Hormuz, che non pochi disagi sta creando al mondo intero. Ma i riflettori del medio oriente non sono puntati solo sulla guerra USA-IRAN, ma anche su Israele e la sua guerra di difesa-aggressione nei confronti della Palestina, del Libano e della Cisgiordania. Ormai le due guerre sono inscindibili e la risoluzione di pace non può che passare attraverso entrambi i trattati.
2 Giugno
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della parata ai fori imperiali a Roma ha dichiarato: Il governo italiano non può risolvere la pace del mondo, del resto non ci riescono gli Stati Uniti e la Cina. Il Governo italiano non è la panacea dell’universo. Soprattutto sono gli Stati Uniti che devono fermare Israele. noi stiamo facendo la nostra parte”.
1 Giugno
Dopo l’ennesimo attacco in Libano ad opera di Israele Trump ha avuto una lunga telefonata con il Presidente Netanyahu. Nei prossimi giorni se ne saprà l’esito. Al momento solo voci non confermate in cui il Presidente Trump avrebbe dato del pazzo al Presidente israeliano.
Condanna della Lega Araba per la brutale aggressione di Israele in Libano e la continua aggressione iraniana contro il Kuwait. (Dichiarazione del Presidente della Lega Araba Ahmed Aboul Gheit).
In Italia il Presidente Mattarella dichiara “La popolazione del Libano colpita brutalmente in modo indebito” e il Ministro Crosetto aggiunge: “ Avanzata Israele allontana serio piano di pace”.
Nei nuovi negoziati di pace l’Iran dichiara l’imprescindibilità del cessate il fuoco in Libano da parte di Israele pena la sua non firma agli accordi di pace. E, a causa di questo nuovo stallo nelle trattative, è tornato a salire il prezzo del petrolio, che sfiora nuovamente i 96 dollari al barile.
1 Giugno
L’ONU, riunito per un consiglio di sicurezza sull’attacco di Israele al Libano, ha dichiarato per voce di Stephane Dujarric, portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: “Siamo profondamente allarmati dall’escalation delle attività. Esortiamo tutti gli attori a rispettare la cessazione delle ostilità e ad evitare un’ulteriore escalation”. Inoltre ha ribadito l’opportunità di inviare i caschi blu in Libano dopo la partenza dell’Unifil.
31 Maggio
I media hanno diffuso la notizia delle dimissioni del Presidente iraniano Pezeshkian prontamente smentita dalla presidenza stessa .
19 Maggio
Vertice Cina-Russia
Xi Jinping incontra Putin. A soli tre giorni dalla visita di Trump in Cina ora è la volta del Presidente russo Vladimir Putin di essere ricevuto a Pechino. Entrambi hanno riconosciuto la necessità di una stabilità strategica costruttiva tra le due sponde del Pacifico, che comprenderebbe anche l’accelerazione della costruzione del gasdotto Power of Siberia 2.
16 maggio
La premier, Giorgia Meloni, è intervenuta all’Europe Gulf Forum, summit informale di dialogo, a Navarino in Grecia. I temi sono stati:” Il futuro delle relazioni e della cooperazione strategica fra Europa e Golfo”; “L’integrazione regionale dopo la guerra con l’Iran: catene di approvvigionamento, energia e come evitare le interruzioni”; “Difesa e tecnologia: come difenderci in una nuova era di guerra”.
15 Maggio
Vertice Usa-Cina
Vertice Usa-Cina, una tre giorni di intenso lavoro, che ha visto il Presidente americano, Donald Trump, incontrare il Presidente cinese Xi Jinping a Zhongnanhai in Cina, dove pochi stranieri sono ammessi. Anche la scelta di questo complesso, riservato alla leadership cinese di Pechino, denota il vero livello di importanza che ha assunto questo incontro. La dichiarazione della diplomazia di Pechino al termine dell’incontro “: I leader dei due Paesi hanno concordato di rafforzare la cooperazione e il coordinamento sulle questioni internazionali e regionali. Il dialogo e il negoziato sono la strada giusta, mentre le soluzioni militari non portano da nessuna parte. Ora che la porta del dialogo si è aperta non dovrebbe essere chiusa di nuovo, lo slancio verso la de-escalation deve essere mantenuto”. La dichiarazione di Trump al termine: “Vogliamo Hormuz aperta e Iran senza armi nucleari”. Dall’una e dall’altra parte poche sono state le dichiarazioni sulla questione Taiwan.



