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mercoledì, 5 Ottobre 2022

USA, bloccata realizzazione di armi con stampante 3D

Giudice federale dello Stato di Washington blocca il via libera alla messa on-line delle istruzioni per la realizzazione di armi con stampante 3D

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Mancavano solo poche ore alla messa on-line delle istruzioni per la realizzazioni di pistole con stampante 3D, quando un’ingiunzione da parte di un giudice federale di Washington, Robert Lasnik, ha bloccato, anche se solo temporaneamente, i piani della nota azienda texana Defense Distributed, lobby della produzione americana e internazionale di armi da fuoco.

Ancor prima, erano otto gli Stati americani che si erano schierati a sfavore della pubblicazione dei dati utili alla creazione di queste pistole di plastica.

Anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fatto sapere tramite un tweet, di  non essere d’accordo a dare il via libera alla realizzazione di armi “fai da te”, dichiarando – “Non ha senso“.

La Defense Distributed aveva già una causa aperta contro il governo americano per violazione dei diritti che troviamo nel Primo e nel Secondo Emendamento, poiché lo stesso governo aveva ordinato loro l’eliminazione delle istruzioni, per la realizzazione di “pistole”, che giravano on-line già dal 2013.

Quest’ordine di cancellazione era stato imposto dal Dipartimento di Stato Usa, secondo il quale, la realizzazione di tali armi violava i regolamenti del traffico di armi (Traffic in Arms Regulations).

Tale normativa da accesso alle armi e ai loro dettagli, come ad esempio il numero seriale con il quale è possibile rintracciale il proprietario dell’arma, il venditore o il produttore.

Diversamente, le armi stampate in 3D, non posseggono numero seriale e per tale motivo sono state soprannominate “Ghost Guns“.

Cody Wilson, proprietario nonché fondatore dell’azienda Defense Distributed, dopo che le azioni legali sfociarono, a giugno, in un patteggiamento, lanciò on-line le istruzioni per fabbricare, sempre attraverso l’ausilio di una stampante 3D, la pistola ” The Liberator“.

Le istruzioni per la realizzazione della pistola “The Liberator” prevedono 15 pezzi creati con stampante 3D e l’aggiunta di un semplice chiodo come percussore.

Il problema della liberalizzazione e del possesso di armi da fuoco negli Stati Uniti d’America è non è un fenomeno nuovo che, dall’insediamento del governo Trump, sta dividendo ulteriormente l’ opinione pubblica americana; se poi si aggiunge la possibilità di creare una pistola fatta in casa, sprovvista di numero seriale e quindi irrintracciabile, il problema potrebbe andare man mano ad ingrandirsi sempre di più.

Analoga tematica è presente anche nel nostro paese, dove, da parte del centro destra, rappresentato da Lega e Fratelli d’Italia (Salvini – Meloni), è stato proposto un nuovo DDL in merito alla normativa sulla legittima difesa e all’utilizzo di armi in casa.

 

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