Upl Sicurezza: lettera aperta al segretario e ai dirigenti Lettera aperta: Egregio Segretario, ti scrivo perché sarebbe veramente inutile continuare ad interloquire con l’attuale Dirigente del Reparto Prevenzione Crimine Campania, un Datore di Lavoro che ride sui comunicati sindacali. Basta miopia ed egoismi.

Egregio Segretario, ti scrivo perché sarebbe veramente inutile continuare ad interloquire con l’attuale Dirigente del Reparto Prevenzione Crimine Campania, un Datore di Lavoro che ride sui comunicati sindacali. Basta miopia ed egoismi.
Certo non tutte le scelte hanno una bontà, comprendiamo quale sia il meccanismo di nomina dei dirigenti, ma non possiamo tacere rispetto all’ assurdo comportamento, secondo noi, che sta facendo rischiare la vita ai colleghi del R.P.C.C.
Tuttavia le circolari della Direzione Centrale di Sanità parlano chiaro: avrebbe il dirigente dovuto garantire la salvaguardia della salute dei dipendenti dell’Ufficio nel quale si è verificato il caso, in collaborazione con il medico della Polizia di Stato, provvedendo a dare informazioni ai colleghi di lavoro su quanto accaduto e sui provvedimenti adottati, segnalando situazioni lavorative, anche collettive, che potessero beneficiare in modo significativo della concreta attuazione della specifica disciplina, garantendo al contempo l’efficienza dei servizi istituzionali.
Allego alla presente tutti i comunicati sindacali, che con senso di responsabilità e collaborazione, così come indicato dal nostro stimabile Capo della Polizia Direttore Generale della P.S Prefetto Franco GABRIELLI, sono stati inviati direttamente o per conoscenza a questo dirigente RPCC, rispettivamente in data 23 marzo c.a, 01 marzo c.a., 03 marzo c.a., unitamente alla
lettera indirizzata al Governatore della Regione Campania Vincenzo DE LUCA, con la quale si richiedevano tamponi o test veloci a tutti i poliziotti e poliziotte in servizio sul territorio.
A tal riguardo, sembrerebbero siano state violate alcune disposizioni emanate dalle circolari dipartimentali, non prestando particolare attenzione ne precauzione rispetto a quei lavoratori che siano stati in contatto con operatori tornati dalle aggregazione nelle zone rosse focolaio per i noti servizi, ai quali è stata diagnosticata l’infezione da Covid-19, ne tanto meno a coloro che hanno contratto il virus localmente.
Sarebbe importante sapere con chi e quanti colleghi hanno fatto servizio i positivi e quanti cittadini hanno potenzialmente incontrato.
A nostro parere, si sarebbe dovuto tutelare l’intero reparto, le loro famiglie e l’intera cittadinanza, provvedendo ad una temporanea astensione dal lavoro di tutti gli operatori tornati da Lodi in data 04.03.2020, potenziali contagiati, per poi al termine della quarantena, essere riammessi in servizio previo parere e idoneità del medico della Polizia di Stato, così come chiesto nei comunicati allegati, aspettandoci a tal proposito, una forte assunzione di responsabilità da parte di chi dirigente.
Segretario Lanzilli, vorremmo sapere dal Direttore Centrale Dott. MESSINA che legge per conoscenza, quali provvedimenti siano stati presi per i dipendenti che hanno prestato servizio con coloro che oggi sono risultati infetti, eroi, ai quali va la nostra più profonda solidarietà, ma che inconsapevolmente e per colpa della mal gestione di questa Dirigenza, potrebbero aver contagiato altri colleghi, che a loro volta potrebbero essere infetti e asintomatici, contagiando potenzialmente le loro famiglie ed i cittadini campani.
Di conto, chiedi per nome della struttura di Napoli al Direttore Centrale Dott. CIPRIANI, se il responsabile di questo ufficio abbia svolto il suo obbligo di informazione dei rischi di contaminazione da agenti virali e formazione dei i lavoratori, se ha notiziato dei casi d’infezione i dipendenti e le varie figure competenti, come i RLS dei civili e delle organizzazioni sindacali di categoria interessata, l’ufficio Sanitario Provinciale, il Polifunzionale, il Dirigente del IV Reparto Mobile che tra l’altro ha la responsabilità delle parti in comune della caserma Nino Bixio, il dirigente dell’U.P.G. per i tiratori scelti ed i cinofili, poiché tutti insieme avrebbero potuto quantomeno abbassare il pericolo di contagio ed aiutare il già complicato percorso di prevenzione che stiamo tutti insieme attuando.
E’ inoltre opportuno sapere, quali prassi di sanificazione siano state intraprese per i mezzi di polizia che trasportano quotidianamente gli operatori, per quelle ritornate dalle zone rosse focolaio, che sembrerebbero essere state parcate sul piazzale, parte in comune, a tutti i dipendenti, sottolineando che lo stesso dovrebbe essere sanificato come le strade pubbliche e quali sanificazioni sono state attuate per i locali adibiti ad uffici, nonché per gli alloggi di servizio presenti nella struttura.
Ti facciamo presente inoltre, che in Questura e nelle Specialità presenti in sede non sono più disponibili i DPI previsti normativamente, apprezzando gli sforzi che il Questore di Napoli Alessandro GIULIANO sta mettendo in atto, ma purtroppo senza mezzi e risorse non possiamo combattere una guerra contro un nemico invisibile.
Per quanto attiene a questa ultima parte, è doveroso precisare, che abbiamo fatto un appello agli imprenditori campani affinché donassero DPI di qualsiasi genere alla Polizia di Stato, esattamente come sono stati donati per la Sanità e presidi ospedalieri, riuscendo a rimediare 580 mascherine facciali chirurgiche donate da una azienda e 400 acquistate dalla Segreteria Provinciale Napoli, in attesa delle tanto pubblicizzate e di cui non abbiamo contezza, 700 FFP2, 140 FFP3, 900
chirurgiche e 8600 paia di guanti in lattice previste dalla circolare dipartimentale e suddivise tra Questura e IV Reparto Mobile , che riteniamo essere assolutamente insufficienti per tutelare la salute di chi opera nel contrasto della diffusione del virus.
Notizia recente, sembrerebbe che la Cina e più precisamente la città cinese di Zhengzhou in provincia dell’Henan, abbia donato 50.000 (dico cinquantamila) mascherine chirurgiche al Comune di Napoli.
Non vorremmo vista la carenza, se non la totale assenza di DPI per le Forze dell’Ordine, che le donazioni dei dispositivi già presenti o addirittura fabbricate in Italia, venissero bloccate per cavilli burocratici da qualche dotto scienziato, incurante della grave situazione che stiamo affrontando a livello planetario e senza sapere che la responsabilità civile e penale è in capo solo ed esclusivamente ai datori di lavoro.
Si pretendono deroghe di qualsiasi genere, sempre accordate con collaborazione e responsabilità ed ora che con grande solidarietà ed altruismo, potrebbero arrivare migliaia di Dispositivi di Protezione Individuali, le deroghe non valgono più? Stiamo attenti perché si scherza con la salute e la vita dei poliziotti.
Ciò posto, ti chiediamo caro Segretario, di sensibilizzare i direttori in indirizzo a voler appurare quanto pienamente dichiarato e prendere contestualmente immediati provvedimenti “commissariando” il Reparto Prevenzione Crimine Campania che a nostro dire avrebbe disatteso le circolari aventi protocollo Prot.850/A.P.1-1596 del 22.02.2020 e Prot.850/A.P.1-1986 del 12.03.2020 della Direzione Centrale di Sanità ed il D.Lgs. 81/2008.
In attesa di riscontri, ti invio fraterni saluti.

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Appassionata di scrittura ha pubblicato vari racconti con diverse case editrici e da sempre sogna di diventare giornalista. Ma il suo sogno più grande è quello di poter pubblicare una sua antologia di racconti.

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