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domenica, 2 Ottobre 2022

Uno sguardo alla costituzione ungherese

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Lo scorso 27 Ottobre 2015, presso l’Aula Magna della “Libera Università Maria Santissima Assunta” in Roma, è stato presentato il volume “I fondamenti del diritto europeo e la nuova costituzione ungherese” edito da Mucchi e curato dalla prof.ssa Maria Pia Baccari Vari, docente di diritto romano presso la stessa università.

Momenti del convegno
Momenti del convegno

La tavola rotonda intitolata “Principi del diritto romano e Costituzione ungherese”, presieduta dal prof. Pietro Rescigno, emerito di diritto civile presso l’università “La Sapienza” di Roma e accademico dei Lincei ha visto la partecipazione di numerosi studenti delle facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche. Si sono alternati al tavolo dei relatori alcuni tra i più importanti esponenti del mondo giuridico, come il prof. Hamza, ordinario di Diritto Romano e Comparato presso l’Università “Loránd Eötvös” di Budapest; il prof. Nania, ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università “La Sapienza” di Roma; il prof. Rinella, ordinario di Diritto Costituzionale Comparato presso la “L.U.M.S.A.” e Sua Ecc.za il prof. Paczolay, ambasciatore dell’Ungheria presso l’Italia e presidente emerito della Corte Costituzionale ungherese. Partendo da un’analisi approfondita del Preambolo della tanto osteggiata Costituzione Ungherese, il quale vuole sottolineare l’esperienza costituzionale plurisecolare dell’Ungheria e la continuità storica dello Stato ungherese a partire della fondazione del “Regnum Hungariae” nel 1000, tanti sono stati gli aspetti trattati durante il convegno. Sono stati messi in evidenza alcuni dei punti cardine della nuova Legge fondamentale ungherese, andando ad esaminare quelli che sono i tanti principi romanistici contenuti al suo interno. Nel testo ritroviamo quei fondamenti di estrema importanza, sviluppati già nella Roma antica dal grande Cicerone, come la visione non istituzionale dello Stato della “res publica” secondo cui ciò che costituisce un buono Stato e cioè uno Stato ben governato, non sono le istituzioni, ma il “bonum commune”, “l’utilitas publica” e il “consensus omnium bonorum”. Il testo della nuova Costituzione ungherese, infatti, si basa sul consenso di vari partiti aventi rappresentanza nel Parlamento, un “consensus omnium bonorum” di tutti i partiti rappresentati nel Parlamento unicamerale. Come espresso nelle “Institutiones” di Giustiniano, una Legge fondamentale non può essere basata esclusivamente sul diritto, ma deve essere in rapporto stretto e organico, anche con i principi morali. Nella nuova costituzione ungherese troviamo appunto la definizione di matrimonio, pietra basilare della società, proprio come la ben nota definizione del giureconsulto Modestinus, secondo cui “le nozze sono l’unione tra uomo e donna implicante un consorzio di tutta la vita, retta dal diritto divino e umano”.

Per finire, sono stati presentati dei riferimenti all’invocatio Dei presente nel Preambolo della citata Costituzione cioè sul riferimento a Dio, come presenza capace di tener saldo lo Stato. Questo concetto possiamo trovarlo espresso direttamente o indirettamente anche in altre Costituzioni di diversi paesi membri dell’Unione Europea, come nel caso di Cipro, della Germania e della Svizzera.

 

 

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