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lunedì, 24 Gennaio 2022

Università, tagli per 30 milioni di euro

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Antonio Luca Russohttps://www.21secolo.news
Studente di Giurisprudenza presso l’Università “Federico II” di Napoli, fin da piccolo appassionato di attualità, scienze, polita ed esteri. Tra un manuale di diritto e l’altro, adora espandere i propri orizzonti con viaggi e letture. Crede fermamente nei princìpi espressi nella nostra Costituzione e nel ruolo fondamentale della Giustizia nella nostra società.

Il coordinamento universitario Link e l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani hanno lanciato l’allarme nella giornata di sabato, denunciando che all’interno del decreto sul bonus IRPEF risultano tagli per l’istruzione pubblica.

In una bozza circolante tra i rettori della Conferenza delle università, al comma 6 dell’articolo 50 si parla in maniera esplicita di una sottrazione di 30 milioni al Fondo di finanziamento ordinario delle università per il 2014, oggi ammonta a circa 6,8 miliardi di euro; e di 45 milioni per ogni anno a partire dal 2015. Il titolo dell’articolo in questione è stato battezzato “disposizioni finanziarie” e recita: “Per l’università la razionalizzazione della spesa è assicurata attraverso la riduzione della dotazione del Fondo di finanziamento ordinario” (Istituito nel 1993 e nelle ultime due stagioni in calo – ndr). Inoltre, una “razionalizzazione della spesa” generale viene assicurata attraverso una riduzione del Fondo ordinario per gli enti di ricerca, a eccezione dell’Invalsi. In questo caso l’ammontare della “razionalizzazione” non è stata quantificata.

Intanto Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, candidata al Parlamento Europeo nella fila di Scelta Europea, nonostante in un primo momento avesse negato la possibilità di tagli lineari all’interno del suo dicastero, dopo la circolazione della bozza del decreto è dovuta tornare sui suoi passi dichiarando: “Non sono tagli, sono accantonamenti necessari per motivi di contabilità, ma faremo di tutto per non applicarli. Per ragioni di copertura finanziaria abbiamo dovuto mettere quella voce a bilancio, ma siamo al lavoro per trovare all’interno del nostro ministero il risparmio che ci consentirà di non toccare il Fondo ordinario. Siamo a buon punto. Il decreto IRPEF ha tirato fuori dieci miliardi di euro e quindi a tutti i ministeri sono stati chiesti sacrifici. Tuttavia il premier ha ribadito che da una parte dobbiamo trovare i soldi per le coperture, ma che dall’altra ci spettano soldi per gli investimenti. Faremo tutto in sintonia con il ministero dell’Economia”.

Le dichiarazioni del ministro Giannini non hanno però sedato gli animi di chi ha scovato l’ennesimo taglio. Alberto Campailla, portavoce di Link, ha annunciato battaglia in maniera esplicita: “I numeri prospettati nel decreto legge parlano della chiara volontà politica di affossare definitivamente il sistema dell’università e della ricerca pubblica, in perfetta continuità con il piano di smantellamento avviato da Berlusconi e proseguito con Monti e Letta. Il rilancio del sistema della formazione e della ricerca pubblica è l’unica strategia credibile e di lungo periodo per l’uscita dall’emergenza. Le affermazioni rassicuranti del ministro Giannini sono state fin qui tragicomiche. Siamo pronti a una mobilitazione generale in tutti gli atenei e negli enti di ricerca del paese”.

Di tutt’altro avviso è stata la reazione dei rettori degli atenei, ma non è arrivato per ora alcun commento ufficiale. L’unico ad esporsi è stato Giovanni Puglisi, vicepresidente della Conferenza dei rettori, Crui, fino al 18 Aprile, che ha dichiarato: “Da cittadino posso dire che, se il taglio fosse confermato, non lo riterrei osceno, considerato che il Fondo vale 7 miliardi e soprattutto tenendo conto della situazione del Paese. Ciò non toglie che sarebbe un problema, perché il sistema delle università è già in sofferenza e ha subito, in passato, parecchie decurtazioni di risorse.

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