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domenica, 5 Febbraio 2023

Unioni gay: Strasburgo condanna l’Italia

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Carmela Nappo
Collaboratore XXI Secolo.

I giudici di Strasburgo hanno condannato l’Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali. La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che l’Italia deve riconoscere legalmente le coppie delle stesso sesso.

FILE - The July 16, 2011 file photo shows two homosexual men holding hands during Christopher Street Day in Weimar, eastern Germany. Germany’s highest court  ruled Tuesday, Feb. 19, 2013 that strengthens gay couples’ adoption rights.Germany has allowed same-sex couples to register civil partnerships that legally fall short of formal marriage since 2001. Until now, it allowed people to adopt a same-sex partner’s biological child _ but not that partner’s adopted child or stepchild. (AP Photo/dpa,  Michael Reichel)

Le tre coppie guidate da Enrico Oliari, presidente di Gaylib, associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra, hanno deciso di fare ricorso a Strasburgo contro l’impossibilità di vedersi riconoscere l’unione nel proprio Paese. Le coppie in questione vivono insieme da anni rispettivamente a Trento, Milano e Lissone (provincia di Milano) e tutte e tre avevano chiesto ai propri Comuni di fare le pubblicazioni per potersi sposare ma si sono viste rifiutare la possibilità, e da qui la decisione di fare ricorso a Strasburgo. La sentenza della Corte europea dei diritti umani arriva forte e chiara: l’Italia non solo deve adeguarsi ma la Corte ha anche stabilito che lo Stato dovrà versare ad ognuno dei ricorrenti 5 mila euro per i danni morali. La sentenza di oggi della Corte di Strasburgo diverrà definitiva tra 3 mesi se i ricorrenti o il Governo non chiederanno e otterranno un rinvio alla Grande Camera per un nuovo esame della questione.

 In una nota della Corte si legge: “La corte ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”, e aggiunge che per la corte: “un’unione civile o una partnership registrata sarebbe il modo più adeguato per riconoscere legalmente le coppie dello stesso sesso”. Non è la prima volta che Corte europea dei diritti dell’uomo, che non è un organismo dell’Unione europea, si pronuncia in materia, già nel 2013 aveva condannato la Grecia per aver escluso le coppie dello stesso sesso dalle unioni civili. Questa volta la condanna è per l’Italia, risponsabile di aver violato l’articolo 8 della Convezione dei diritti dell’uomo, quello sul “diritto al rispetto della vita familiare e privata”. Inoltre, la Corte sottolinea che tra i Paesi membri del Consiglio d’Europa c’è la tendenza a riconoscere i matrimoni omosessuali.

Intanto, nel Parlamento Italiano il disegno di legge sulle unioni gay, dopo un primo sì da parte della Commissione di Giustizia di Palazzo Madama, tace in Senato. Dopo la decisione di Strasburgo Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme costituzionali e ai rapporti con il Parlamento, ha scritto sul suo profilo Twitter: “Ho digiunato per spiegare che non avere una legge sulle unioni gay era un grave imbarazzo per l’Italia. Oggi la CEDU condanna l’Italia”.

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