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mercoledì, 19 Gennaio 2022

Unioncamere: consumi fermi, vendite in calo

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È un effetto domino quello che sta investendo il commercio in Italia. La gente non spende, le aziende non vendono. Ergo? I tasselli del mercato cadono uno dopo l’altro. È questo il quadro che emerge da un’indagine condotta da Unioncamere. I consumi delle famiglie sono fermi e il bilancio delle imprese commerciali e di quelle dei servizi restano in rosso anche nel primo trimestre del 2014. I dati sono chiari: -3.7% per il settore commerciale e un più basso -2,6% quello dei servizi. Le imprese guardano con poca fiducia anche al secondo semestre dell’anno, ritenendo che la stagnazione degli affari resti una delle prospettive più plausibili.

Nel settore commerciale le aziende che hanno risentito maggiormente della crisi sono state quelle con meno di 20 dipendenti, che registrano un -4,5%, seguite dalle imprese con un maggior numero di dipendenti e dalla grande distribuzione, ferme a -1,6%.
A livello territoriale la situazione è eterogenea. Al circa -5% che ha colpito le imprese del Centro–Sud infatti, il Nord ha risposto con una flessione che sfiora il -3%.

Il severo segno meno descrive anche la situazione dei servizi. Al primo posto di questa ‘speciale’ classifica sono arrivati alberghi, ristoranti e servizi turistici, che hanno registrato un -4,1%. Sul podio sono saliti anche le attività finanziarie e assicurative, quelle immobiliari e quelle di gestione delle acque e dei rifiuti giunte seconde con un -3,9 percentuale. ‘Medaglia di bronzo’ per commercio all’ingrosso e autoveicoli fermi a -3,2%.

Caute le previsioni dei commercianti per i mesi a venire. Una netta maggioranza infatti, ritiene che i mercati continueranno a mantenere questo andamento. Tra chi crede nel cambiamento invece, gli ottimisti che si augurano un aumento delle vendite rispetto alle cifre attuali superano leggermente i pessimisti che si aspettano un ulteriore calo degli introiti.
Hanno speranze maggiori le imprese impegnate nel settore turistico. In questo caso, il saldo tra attese di incremento e di riduzione delle vendite fa registrare uno speranzoso +37 percento, frutto della fiducia riposta nei ponti di primavera e in un’estate che è quasi alle porte. Le vacanze sono vicine. Riuscirà qualche tassello a restare in piedi?

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