Ungheria: nasce la prima televisione rom “Vogliamo creare una generazione di rom colti e intellettuali”

È nata la prima televisione rom dell’Ungheria.

Si tratta di un’impresa alquanto particolare poiché sfida direttamente il sovranista Viktor Orbàn.

La minoranza rom rappresenta circa il 7,5% della popolazione censita nel Paese.

Secondo le ong internazionali e le associazioni magiare, la popolazione rom in Ungheria è oggetto di sistematica discriminazione e di sfoghi e campagne d’odio. Tutto dettate da idee razziste e da parte di esponenti della maggioranza eletta e dalla stragrande maggioranza del panorama mediatico, direttamente o indirettamente controllato dal potere politico i dagli oligarchi che lo appoggiano.

È questa la prima e unica rete televisiva in lingua rom nel Paese.

L’emittente tv privata di Budapest si chiama Dikh TV. Dikh in rom significa “guardate”. Secondo il suo fondatore, Elek Balogh, di 48 anni, il canale vuole soprattutto “trasmettere lingua, cultura, vita quotidiana e tradizioni del popolo rom a un maggior numero possibile di telespettatori”.

La situazione mediatica al momento è pessima per i rom d’Ungheria. Balogh afferma che “Esistono programma radio e tv in lingua rom, ma solo nelle prime ore del mattino quando la gente lavora o è a scuola”.

Il livello di discriminazione è tale che il premier in persona, secondo una sentenza della magistratura da lui ignorata, dovrebbe pagare un indennizzo paro a 300mila euro ai rom della cittadina di Gyongyospata. La cittadina ha vinto una causa contro le autorità che avevamo denunciato per discriminazione razziale tramite esclusione dall’accesso al sistema scolastico o dal conseguimento di diplomi.

Circa l’80% dei rom del totale vive sotto il livello di povertà, e la maggioranza tra i loro giovani interrompe gli studi.

“Vogliamo creare una generazione di rom colti e intellettuali” chiarisce la conduttrice di punta della tv, Fruzsina Balogh.

Balogh vuole raccontare le loro storie con reportage e con un serial che narra la durissima vita di una normale famiglia rom ungherese alle prese col costante rischio di bancarotta disoccupazione e povertà assoluta.

Il direttore di Dikh TV più volte la settimana riceve telefonate, lettere ed e-mail minatorie di anonimi razzisti, ma non demorde. Ha assunto una ventina di giovani rom, compresi ragazzi emarginati dalla scuola senza arrivare ad alcun diploma.

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