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lunedì, 26 Settembre 2022

UNARMA: “SE QUESTO È UN CARABINIERE…”

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SE QUESTO E’ UN CARABINIERE:
Voi che vivete sicuri nei vostri tiepidi UFFICI, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un CARABINIERE, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che VIENE TRASFERITO per un sì o per un no.

(Non me ne voglia Primo Levi, ma la prima cosa che mi è venuta in mente ascoltando la storia che nelle prossime righe vi racconterò è proprio la poesia Se Questo e’ Un uomo)
Cari iscritti, oggi vi voglio raccontare la storia di un Luogotenente C.S., comandante di una importante Stazione Carabinieri del centro di Napoli, che per motivi di privacy indicherò con il nome fantasioso di TONI.
TONI ha 58 anni di età e 32 anni di servizio attivo, si è arruolato nelle file dell’arma nel 1990, 25 anni della sua carriera li ha trascorsi con l’incarico di comandante di Stazione.
TONI non ha mai ricevuto un richiamo, mai nessun procedimento disciplinare e penale sulle sua spalle, ovviamente mai neanche un encomio, perché lo sappiamo, queste sono cose da nucleo investigativo o da altro reparto speciale, che cosa farà mai di speciale uno della Stazione?!.
Ecco Toni per ben 17 anni è il comandante di una Stazione della provincia di Benevento, poi nel 2020 decide di accettare un’interpellanza, vuole realizzare un suo sogno, quello di poter comandare una Stazione del centro di Napoli. In realtà ci prova già da diversi anni, ma per forza di cose, chiamiamole causalità della vita per non dire racc… ops scusate stavo per dire qualcosa di politicamente non corretto, riesce a coronare il suo sogno solo ad ottobre 2020.
Tutto fila liscio, fino a quando, dopo circa un anno di comando, Toni viene invitato dalla scala gerarchica a presentare domanda di trasferimento. A quel punto crolla il mondo di Toni ed il suo malessere inizia a ripercuotersi anche in ambito familiare. Sua moglie e suo figlio gli chiedono come mai è sempre taciturno a casa, perché ha perso il sorriso, lui risponde dicendo di essere stanco per il troppo lavoro, in quanto ha paura di dire la verità alla sua famiglia, anzi ha vergogna di dire alla moglie che non lo ritengono idoneo per quella posizione. Come farà a dire al figlio che ormai studia all’università di Napoli ed a quella poverina della moglie che devono rifare i bagagli ed affrontare un altro trasloco?
Toni inizia a farsi mille domande, davvero non capisce cosa gli sta accadendo in quel momento ed allora si interroga, pensa: Che cosa avrò fatto di male? Che cosa sto sbagliando?, Riflette davvero su tutto, ma poi ragionando capisce che la colpa non è sua anzi, da quando ha assunto il Comando di quella Stazione le cose sono anche migliorate, ad esempio non arrivano più solleciti dalla Magistratura, le deleghe e le notifiche non si ingolfano e vengono evase nel tempo strettamente necessario, considerando che si tratta sempre di una Stazione partenopea ovviamente. I suoi uomini sono contenti del suo operato e lui si comporta davvero come un padre di famiglia per i suoi militari, c’è addirittura chi è disposto a parlare con i superiori affinché cambino idea sul trasferimento del Toni. Ma questo non basta, TONI a due anni dalla pensione e dopo aver comandato Stazioni per 25 anni ora deve andare in un ufficio, forse davvero avrà detto ai suoi superiori un sì o un no di troppo?

Per tutto questo stress, Toni ha anche riscontrato delle leggere problematiche cardiache, prima era sano come un pesce, ma questo a chi lo raccontiamo in un ambiente dove è impossibile riconoscere il “mobbing”, figuriamoci se dovessimo solo pronunciare le parole: stress da lavoro correlato.
Dove vogliamo arrivare? L’Arma si riempie la bocca con i protocolli sanitari, il progetto cuore, o con il servizio di ascolto per affrontare il disagio psicologico, ottime iniziative per carità, ma il male va estirpato alla radice, non si guarisce un cancro con una bustina di OKI, i suicidi nel mondo militare continueranno ad affliggerci fino a quando la vita del militare, lo ripeto, sarà in balia di un SI o un NO: questa è l’amara verità.
Di certo però cari iscritti, vi garantisco una cosa, la situazione di TONI è ancora in bilico, ma noi di UNARMA, non lo lasceremo solo e faremo di tutto per combattere questa ingiustizia che sia lui che la sua famiglia stanno vivendo.
Inoltre con il nostro studio legale convenzionato, senza gravare sulla sua situazione economica e completamente a spese nostre, impugneremo qualunque atto amministrativo gli verrà notificato.
Grazie per aver letto questo comunicato, domani potresti essere tu ad aver bisogno ed anche in quel caso, te lo garantisco, NOI CI SAREMO.

UNARMA – Comunicazione

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