Un semplice oggetto domestico di Giuseppe Iacono

Un semplice oggetto domestico Regia: Giuseppe Iacono Attori: Sara Migliaccio, Aurora Cecchi, Mena Iacono, Biagio Buono, Rossella Trofa, Aaron Insenga, Claudio Cappello, Rosalinda Mattera.

unsempliceoggettodomesticodigiuseppeiacono_gerardinadimassa_21secolonews
Un semplice oggetto domestico” si potrebbe definire prima di tutto un “giallo filosofico”, per le teorie razionali che in esso si realizzano, ma anche per una serie di insegnamenti filosofici (di tipo nicciano) che si concretizzano nella “teoria” della soppressione di figure ritenute inferiori, intellettualmente, ma anche socialmente.

Un semplice oggetto domestico è un giallo teatrale liberamente tratto dal capolavoro di Patrick Hamilton “Rope”, pièce teatrale del 1929 ispirata ad un reale fatto di cronaca nera. Marcella e Lidia, causano, più o meno accidentalmente, la morte della loro amica Carla. Le due decidono di insabbiare il tutto, nascondendo il corpo di Carla in un cassone. Sarà proprio su quel cassone che decideranno di apparecchiare il buffet per il ricevimento che è in procinto di cominciare in quella stessa casa.

Uno spettacolo diretto dal regista ischitano Giuseppe Iacono, con la produzione di Bastoni tra le ruote e il supporto del Sole a mezzanotte club, piccola arena nel querceto, di Ischia. Lo spettacolo si è tenuto giovedì 30 agosto al Sole a mezzanotte di Ischia, al cospetto di un cospicuo pubblico.

Sin da subito lo spettacolo non nasconde la propria trama, sulla scena due ragazze in abiti eleganti, che assassinano, un’altra ragazza, Carla, uccidendola, per poi riporla in un cassone in legno presente in scena. Tutto avviene in poco tempo, la lite, l’uccisione, l’occultamento del cadavere di una ragazza e il colloquio ricco di sfumature emozionali delle due attrici presenti sul palco.

La scena è quella di una festa, tutto è predisposto affinchè nulla sia di troppo, a pochi minuti dall’omicidio, arrivano gli ospiti, tra i quali il padre della vittima e il fidanzato. Nel dissimulare la panca a centro sala in cui il cadavere è nascosto, le due assassine trasferiscono tavola, candelabri e vivande dal tavolo presente sullo sfondo, già apparecchiato, alla sua superficie, che si trasforma in una sorta di altare sacrificale. E con queste premesse, accolgono i loro ospiti, provando a nascondere la tensione inevitabilmente visibile e segnata suoi loro volti.

Abbiamo portato lo spettacolo più verso di noi, spostandolo in Campania, provando a dargli un contesto familiare, perché ovviamente non essendo noi degli anglosassoni, non potevamo trasporlo in maniera propriamente pedissequa. Potrei definire lo spettacolo un esercizio di stile, sbilanciato su una Napoli bene, con vizi, motivazioni, della borghesia italiana, con i suoi scheletri nell’armadio, così da portarlo più vicino al pubblico che ha assistito allo spettacolo”. Queste le parole del regista Giuseppe Iacono.

Un semplice oggetto domestico si potrebbe definire prima di tutto un “giallo filosofico”, per le teorie razionali che in esso si realizzano, ma anche per una serie di insegnamenti filosofici (di tipo nicciano) che si concretizzano nella “teoria” della soppressione di figure ritenute inferiori, intellettualmente, ma anche socialmente.

Uno spettacolo per niente banale, ricco di suspense, nel corso del quale vengono fuori, materializzandosi, lo studio e l’analisi dell’omicidio, colmo  di indizi bilanciati all’interno di dialoghi e della scena stessa.

Un semplice oggetto domestico di Giuseppe Iacono, è uno spettacolo che riesce a mantenere viva l’attenzione; man mano che lo spettacolo continua, si è coinvolti in un insieme di emozioni, tensioni, senso di paura, sussulto, che trasportano in un’altra dimensione spazio-temporale. I discorsi cinici e ironicamente amari di una delle assassine, che conversa con l’amica, nettamente spaventata e sicuramente più razionale, quasi succube della sua amica, testimoniano la forte impronta razionale dello spettacolo.

Sin dall’inizio si sa chi siano gli assassini della ragazza, dunque, lo spettacolo procede dando spazio ad elucubrazioni sul movente o sulla sorte delle due colpevoli. Notevoli sia la recitazione dei protagonisti dello spettacolo, sia la maestria del regista con la quale si può catturare quella sottile ironia presente nei discorsi tra gli invitati alla festa, in particolar modo nelle conversazioni con colei che è stata la professoressa delle due assassine, con la quale c’è un rapporto confidenziale.

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO