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martedì, 25 Gennaio 2022

“Un Popolo in Cammino”: il corteo di chi combatte la camorra con i diritti

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Partirà da Piazza Dante alle ore 10.30 il corteo organizzato da “Un Popolo in Cammino” nella giornata di sabato 5 dicembre. La manifestazione, che vedrà la partecipazione di comunità parrocchiali, associazioni, studenti, sindacati, movimenti, cittadine e cittadini, ha lo scopo di chiedere maggior giustizia sociale, nell’ottica della prevenzione e del contrasto alle attività criminali.

Gli organizzatori della marcia si dicono stanchi di assistere impotenti alle guerre generate dalla violenza della camorra, che ha ucciso quarantanove persone nell’arco degli ultimi sei mesi.

A morire di criminalità organizzata sono anche gli innocenti, spesso giovani, che “pagano lo scotto” di essere nati al Sud, e più precisamente nei quartieri di periferia o nei “buchi neri” del centro, spazi abbandonati dalle istituzioni e lasciati privi di cultura e sviluppo, e quindi di futuro.

Gli organizzatori hanno spiegato che: «L’uscita di scena dei capi camorristici storici ha dato spazio, purtroppo, alle giovanissime leve ancor più feroci che continuano a spartirsi a suon di omicidi parte dell’economia informale legata soprattutto al traffico di droghe».

Secondo “Un Popolo in Cammino” restare in silenzio di fronte a tanta efferatezza è diventato impossibile ed inaccettabile, perché Napoli non vuole più dover contare i propri figli morti e perché i partenopei non intendono più accettare l’arroganza di chi pensa di poter governare i loro destini e le loro vite.

Il pensiero dell’organizzazione è però quello secondo il quale non bastano più la retorica e le soluzioni superficiali spesso proposte, in passato, per Napoli e per la Campania. Le “poche risposte da parte di chi ci ha governato” non sono più sufficienti per i cittadini, che intendono combattere le camorre con dei cambiamenti strutturali e con i diritti. I manifestati credono che lavorare su istruzione, lavoro e sicurezza sia un’azione chiave per sottrarre alla criminalità organizzata del potenziale capitale umano.

Abbiamo bisogno di scuole. Nella nostra regione un ragazzo su quattro non va a scuola e non esistono finanziamenti per il diritto allo studio. I costi dell’istruzione sono troppo alti. Chi abbandona la scuola è facile vittima del sistema criminale. Abbiamo bisogno di risorse per il diritto allo studio e scuole aperte al territorio anche di pomeriggio.

Abbiamo bisogno di lavoro. Disoccupazione e assenza di politiche sociali lasciano molto spesso davanti ad un ricatto: o emigrare o piegarsi alle logiche della corruzione e delle mafie. Abbiamo bisogno d’investimenti per la creazione di lavoro stabile e duraturo, politiche sociali per tutti per liberarci da ogni forma di ricatto per scegliere una vita onesta e dignitosa.

Abbiamo bisogno di sicurezza. Non c’è bisogno di eserciti, ma di normalità. Il maggior motivo di insicurezza sono le diseguaglianze e la povertà. Bisogna presidiare i nostri territori e fermare la violenza.

Napoli e provincia intendono quindi ribellarsi alle logiche criminali e alla malapolitica, scendendo in piazza e mobilitandosi concretamente per debellare la camorra e risollevare le sorti della città all’ombra del Vesuvio.

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