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martedì, 5 Luglio 2022

Un caffè sospeso, per favore!

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Il 10 dicembre si festeggia la Giornata del Caffè sospeso, istituita per la prima volta nel 2011 dalla Rete del Caffè Sospeso, un insieme di festival, rassegne e associazioni culturali in mutuo soccorso, in concomitanza della Giornata internazionale dei Diritti Umani.

Il caffè sospeso è un’usanza partenopea nata verso la metà del XIX secolo. Il caffè sospeso altro non che è un gesto di solidarietà e di umanità, consistente nell’offrire a persone più bisognose della calda bevanda.

Al caffè sospeso Luciano De Crescenzo ha dedicato il libro “Il caffè sospeso. Saggezza quotidiana in piccoli sorsi”, e forse non ci sono parole migliori delle sue per descrivere cos’è il caffè sospeso. «Una volta a Napoli, nel quartiere Sanità, quando uno era allegro, perché qualcosa gli era andata bene, invece di pagare un caffè ne pagava due e lasciava il secondo caffè, quello già pagato, per il prossimo cliente. Il gesto si chiamava “il caffè sospeso”. Poi, di tanto in tanto si affacciava un povero per chiedere se c’era un “sospeso”. Era un modo come un altro per offrire un caffè all’umanità».

Fanno parte della Rete del Caffè Sospeso anche 6 bar napoletani: il Bar Settebello, il Gran Caffè Grambrinus, il Gran Caffè La Caffetteria, la Galleria Nea, il Caffè San Lorenzo e il Caffè Svelato. Se volete lasciare un caffè sospeso, passate per questi bar. Sulla scia del caffè sospeso sono nate altre iniziative come il libro sospeso o la poesia sospesa.

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