domenica 14 Aprile, 2024
22.6 C
Napoli
spot_img

Articoli Recenti

spot_img

Umberto Sbrescia, lascia una lettera per dire addio

Umberto Sbrescia era il fotografo più famoso di Napoli, ma non ha retto alla crisi che ha colpito la sua attività a causa del lockdown e ha deciso di togliersi la vita.

Il fotografo campano aveva 67 anni, la sua attività lo aveva reso un personaggio di spicco nella comunità del capoluogo partenopeo.

Era considerato il fotografo più famoso di Napoli, e ha scelto come luogo per andarsene il suo negozio sito in via Silvio Spaventa, nei pressi di piazza Garibaldi.

Ieri mattina Sbrescia, si era recato come di consueto a lavoro, nel suo negozio. A pranzo però non era tornato, facendo impensierire i familiari. Subito avevano cominciato a chiamare amici e parenti, ma la mancanza di notizie li aveva convinti ad allertare gli agenti del vicino commissariato. Alle 15 poi la tragica scoperta,gli agenti giunti sul luogo hanno rinvenuto il corpo. Umberto aveva deciso di andarsene lì nel suo negozio, dove aveva saputo guadagnarsi la stima dei suoi concittadini.

Le cause del decesso inequivocabili, a non lasciare spazio ai dubbi, poi,un biglietto rinvenuto nel negozio dagli stessi agenti.

Il testo chiaro, che non lascia spazio a fraintendimenti. Una lettera di scuse ai familiari per il dolore il che il gesto avrebbe causato, ma anche l’amara rivelazione su  motivi che lo spingevano a tanto.  Umberto Sbrescia, infatti, spiega di non poter più andare avanti sopportando il peso di quei debiti, diventati ormai troppi per essere ripagati.

Debiti contratti non solo con il fisco, ma anche con i privati. Nella lettera, poi, un’ esortazione alla famiglia a lasciare la città, per cercare un futuro migliore. Parole dure, parole forti che lasciano ancora di più lo sgomento.

La città sconvolta dall’accadimento, in poche ore la notizie ha fatto il giro, aiutata soprattutto dai gruppi social locali.

Alla famiglia arrivati tanti messaggi di cordoglio, da parte di chi ricorda la sua professionalità e il suo carisma.