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sabato, 28 Maggio 2022

Ucraina: bruciati vivi 70 cani

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Una sconvolgente notizia è giunta ieri dall’Ucraina: nei pressi di Kiev ignoti hanno appiccato il fuoco al canile “Italia”, rifugio gestito dall’attivista romano Andrea Cisternino, fotografo che da tre anni vive all’estero per documentare il massacro dei randagi e tentare di salvarli.

ucraina cani_21secoloL’incendio di natura chiaramente dolosa, come hanno confermato i Vigili del Fuoco accorsi sul posto, è solo l’ultima delle intimidazioni rivolte al nostro compatriota, finito nel mirino dei dog hunter (gli “ammazzacani”) a causa della passione e della bravura che mette al servizio del suo impegno: di recente l’uomo era riuscito ad organizzare una tavola rotonda tra associazioni animaliste presso il Ministero degli Interni a Kiev. Cisternino, gestore della pagina Facebook in favore degli animali “Io non posso parlare, sei tu la mia voce”, era da tempo minacciato di morte e la sua assenza di qualche ora durante la giornata di ieri ha fatto temere il peggio ad amici ed animalisti italiani. Fortunatamente l’attivista sta bene, come ha egli stesso riportato su Facebook tramite account personale: i volontari del canile e l’animalista romano hanno riportato una lieve intossicazione mentre un’attivista è rimasta ferita.

ucraina cani_21secoloLa polizia ucraina ha già avviato le indagini e sul luogo dove fino a qualche ora prima sorgeva il ricovero per animali è giunta immediatamente una funzionaria dell’ambasciata italiana. Stando ai primi rilievi, gli incendiari hanno cosparso l’area con del liquido infiammabile dandogli poi fuoco: nel rogo sono morti 70 cani, arsi vivi. Andrea Cisternino, ancora sotto shock, ha invitato i connazionali a non insultare il popolo ucraino “per i pochi delinquenti” che hanno commesso questa barbarie: “Ho ricevuto numerose telefonate da ucraini volenterosi di aiutarmi. Spero che questa ennesima tragedia faccia cambiare le cose, non per me ma per queste creature abbandonate dai più”.

Intanto la “Associazione Animalisti” e “La loro voce Cani sciolti”, insieme alla “Leal Lega Antivivisezionista” hanno organizzato un presidio davanti al Consolato Ucraino in Italia, con lo scopo di chiedere al console Andrii Kartysh protezione per Cisternino; contemporaneamente sul web è stata indetta una petizione che gli attivisti intendono presentare al Parlamento Europeo e al Ministero degli Affari Esteri affinché l’animalista “che tra mille difficoltà si batte per una causa civile ed umanitaria” sia giustamente tutelato.

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