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martedì, 18 Gennaio 2022

Ucraina, attacco ad altre due città

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All’alba di oggi è stata lanciata una nuova operazione da parte delle forze governative ucraine, composte da Guardia nazionale e soldati. L’esercito ucraino ha lanciato un attacco ad altre due città della regione di Donetsk, controllate dai separatisti filorussi: Mariuopol, sul mare d’Azov; e Konstiantinivka, a metà strada tra Donetsk e Sloviansk.

Il ministro dell’interno ucraino, Arsen Avakov, ha confermato l’operazione a Konstiantinivka, aggiungendo che diversi soldati sono feriti. Il blocco intorno a Slavyansk ha già portato a una corsa all’acquisto di beni alimentari di prima necessità, con lunghe code fuori dai negozi. Le autorità ucraine hanno più volte reclamato di avere preso il controllo di posti di blocco intorno a Slavyansk. A Kramatorsk ieri sono stati avvistati almeno 12 blindati per il trasporto truppe, ma a fine giornata sembra siano tornati alla base in un campo militare dell’aviazione che si trova alle porte della città.

Intanto il premier ucraino Arsen Iatseniuk è volato a Odessa, dove l’altro ieri sono morte oltre 40 persone negli scontri tra filorussi e governativi, lì ha incontrato i responsabili del mondo politico, economico e culturale della città, addossando alla polizia e alle forze dell’ordine la responsabilità di non esser riusciti a impedire la tragedia: “Personalmente accuso i servizi di sicurezza e le forze dell’ordine per non aver fatto nulla per stroncare questo attacco”, questo è il contenuto in breve dell’affermazione rilasciata in un’intervista alla BB, nella quale ha anche chiamato in causa i gruppi separatisti filorussi che aizzano i disordini e ha accusato i manifestanti e la Russia di star orchestrando una vera e propria guerra per cancellare l’Ucraina e cancellare l’indipendenza ucraina.

Intanto, di fronte al precipitare della situazione bellica, Mosca rigetta le responsabilità sul premier ucriano Yatseniuk, sul presidente Turcynov e sull’Occidente: “La Russia ha effettivamente perso la sua influenza sulle forze di autodifesa nel Sud est dell’Ucraina, perché sarà impossibile convincerli a deporre le armi e a mettere fine alla resistenza di fronte a una minaccia diretta alla loro vita”, questo quanto affermato dal portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, addossando quindi su Kiev la colpa di impedire, con la sua operazione militare, il rispetto degli accordi di Ginevra.

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