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lunedì, 26 Settembre 2022

U.S.I.P. – criticità concorsi interni successivi al riordino

Concorsi interni successivi al riordino ai sensi del D.Lgs. 29 maggio 2017 n. 95. Criticità.

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

COMUNICATO STAMPA

L’U.S.I.P., unico sindacato della Polizia di Stato di riferimento valoriale della Confederazione UIL, ha sempre sostenuto che il riordino delle carriere D.Lgs. 95/2017 si sia stato la giusta valvola di sfogo ai vent’anni di inerzia in merito ai concorsi interni nella nostra Amministrazione, e però, allo stesso tempo, questa Organizzazione Sindacale ha anche evidenziato che, visto le molteplici e diverse posizioni giuridiche del personale della Polizia di Stato, che si sono sedimentate nel corso di questi ultimi 25 anni, il riordino così come legiferato, purtroppo, non era bastevole a portare ristoro a quelle migliaia di colleghi la cui carriera aveva ormai subito un blocco.

Tant’è che dopo il riordino di maggio 2017 si è dovuti nuovamente intervenire legislativamente, attraverso un primo correttivo al riordino di novembre 2018 ed un secondo correttivo di dicembre 2019, per andare a sanare alcune sperequazioni che inevitabilmente sono venute a galla nel corso degli anni.

Invero, se da un lato accogliamo positivamente la decisione del Dipartimento di completare lo scorrimento della graduatoria, in modo integrale, in riferimento ai concorsi interni per 501 e 263 Vice Ispettori, scorrimento peraltro da questa Organizzazione Sindacale più volte richiesta, dall’altro lato, ancora ad oggi continuano a persistere altre anomalie che gravano sulla carriera di tantissime donne e uomini della Polizia di Stato, e che se non attenzionate rischiano di lasciare indietro una parte consistente del personale della nostra Amministrazione.

Per entrare nel merito, come qui di seguito spiegheremo, tre sono le questioni che vogliamo mettere all’ attenzione:

28° CORSO VICE SOVRINTENDENTI

1. Necessita ripristinare il giusto riconoscimento economico ai frequentatori del 28° corso di Vice Sovrintendenti, ai quali non è stato riconosciuto l’esatto trattamento derivante dal calcolo preciso della decorrenza della nomina ad Assistente Capo Coordinatore. Difatti, mentre nel mese di settembre sono stati notificati i decreti di nomina ad Assistente Capo Coordinatore a tutta quella platea di Assistenti Capo con più di 5 anni di anzianità nella qualifica, ma meno di 8, al 1° gennaio 2020, il tutto per effetto dell’ultimo correttivo al riordino delle carriere che ha anticipato la nomina a Coordinatore di ben tre anni, invece ai colleghi che hanno frequentato il 28° corso di Vice Sovrintendente, ai quali è stata riconosciuta la decorrenza giuridica dal 1 gennaio 2018 e la decorrenza economica dal 6 agosto 2020, nonostante al 1 gennaio 2020 avessero maturato i 5 anni di anzianità nella

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qualifica di Assistente Capo, non gli è stata notificata la denominazione di Coordinatore. Un evidente anomalia che ha causato un doppio danno ai colleghi neo vincitori del concorso per Vice Sovrintendente, in relazione al mancato riconoscimento degli arretrati (dal 1 gennaio 2020 al 5 agosto 2020), in quanto la denominazione di Coordinatore prevede un parametro stipendiale superiore, ed inoltre, il secondo danno economico riguarda il riconoscimento di un assegno personale inferiore rispetto a quello realmente spettante. Giova infatti ricordare che per effetto dell’art. 3 comma 6 del D.Lgs. 193/2003, chi accede a qualifiche superiori che prevedono un parametro stipendiale inferiore, hanno diritto ad un assegno ad personam uguale al valore della differenza tra il parametro della qualifica di provenienza e il parametro della qualifica superiore. Quindi, come è facile comprendere, ai colleghi del 28° corso Vice Sovrintendenti è stato riconosciuto un assegno inferiore, in quanto il parametro di provenienza faceva riferimento alla qualifica di Assistente Capo e non alla qualifica a cui avevano diritto dal 1° gennaio 2020, e cioè Assistente Capo Coordinatore.

TRANSITO DEL PERSONALE ORDINARIO NEI RUOLI TECNICI-SCIENTIFICI

  1. Necessita intervenire in relazione alla disparità di trattamento venuta a galla con il concorso interno per il transito del personale ordinario della Polizia di Stato nei ruoli della Polizia di Stato che espletano attività tecnico-scientifica o tecnica, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lett. aaaa/bis, aaaa/ter, aaa/quater nonché aaaa/quinques del D.Lgs. n. 95/2017. Succede infatti che i dipendenti transitati ai sensi dell’art. 2 comma 1 lett. aaaa/bis subiranno un diverso trattamento di progressione di carriera, rispetto a coloro che invece sono transitati ai sensi dell’art. 2 comma 1 lett. aaaa/ter del D.LGS. 95/2017 e cioè in riferimento a quel personale ordinario che aveva prestato servizio per almeno 5 anni presso gli uffici sanitari. Una disparità la cui scaturigine è da trovarsi nell’art. 8 comma 2 (progressione in carriera) del Decreto del Capo della Polizia del 27 aprile 2020, pubblicato nel bollettino ufficiale dell’8 giugno 2020 – supplemento straordinario n. 1/25, che stabilisce che solo al personale che transita ai sensi dell’art. 2 comma 1 lett. aaaa/bis del D.Lgs. n. 95/2017 non verranno applicate le disposizioni vigenti in materia di progressione in carriera per il personale della Polizia di Stato, e quindi sostanzialmente la carriera di questi ultimi, dopo il passaggio nei ruoli tecnici, subirà un arresto definitivo in quanto si cristallizzerà nella posizione iniziale fino al momento della pensione. Evidentemente necessita intervenire a tutela di questo personale, poiché ragionevolmente, a nostro modesto avviso, l’art. 8 comma 2, di cui sopra, non solo è discutibile sul piano normativo, ma finanche inutilmente discriminatorio e privo di senso logico.

    CONCORSO INTERNO 436 POSTI DI VICE COMMISSARIO

  2. Infine, questa Organizzazione Sindacale, in linea con quanto già fatto dal Dipartimento di P.S in relazione allo scorrimento integrale delle graduatorie per i concorsi di 501 e 263 Vice Ispettori, ritiene che vi sia la necessità di un completo scorrimento della graduatoria del concorso interno per 436 posti di Vice Commissario indetto il 12 aprile 2019. Una questione sinceramente non nuova, che avevamo già evidenziato e che va a nostro parere sanata, poiché riteniamo che questo sarebbe di certo un modo, non solo per venire incontro alle esigenze dei colleghi che da anni attendono il giusto riconoscimento di carriera, ma sarebbe anche un modo per velocizzare il rimpinguamento dell’ organico di questo ruolo della P.S. che a causa dei pensionamenti si sta svuotando progressivamente; in più non si può ovviamente trascurare che un completo scorrimento della sopra citata graduatoria comporterebbe anche un evidente risparmio di spesa pubblica.

In conclusione, in questo particolare momento di emergenza sanitaria in cui massimo è l’impegno del personale della Polizia di Stato, l’Unione Sindacale Italiana Poliziotti auspica un segno di particolare vicinanza del Dipartimento della P.S. nei confronti di tutti i poliziotti, in considerazione di ciò questa Organizzazione Sindacale chiede a codesto Superiore Ministero un mirato intervento nella competente sede legislativa, al fine di poter giungere ad un terzo correttivo al riordino delle carriere che ponga fine in modo definitivo alle incongruenze sopra esposte.

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