Truffa cellulari: divieto di dimora per un indagato

Truffa dei cellulari: qualche giorno fa, si è svolto l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, di L.P. uno degli indagati nell’ambito delle presunte truffe sui telefoni cellulari. Una lunga storia, scoperta qualche mese fa, quando, l’indagato, con altre due persone, sono stati accusati di reati quali: sostituzione di persona, indebito utilizzo di carte di credito e false attestazioni a pubblico ufficiale. Inoltre, alle altre due persone indagate, viene contestato anche il reato di indebito utilizzo e la falsificazione di carte di credito “perché per attivare le utenze mobili, e per attivare una delle offerte commerciale, utilizzavano indebitamente, non essendone titolari, la carta intestata a qualcun altro”, il cui nome però è omesso in fase di interrogatorio.

Al rivenditore di Ischia, L.P. viene dunque contestata la simulazione di reato perché per conseguire profitto del reato di cui all’art. 642 codice penale, con falsa identità, (anche in questo caso omessa) con denuncia presentata in data 19 dicembre 2017 presso il commissariato di Napoli Vicaria-Mercato, dichiarava falsamente di essere vittima del furto del cellulare. Inoltre, altro reato a carico di Pilato è quello di falsa attestazione della propria identità a un pubblico ufficiale proprio per aver indicato false generalità all’ispettore del commissariato di Napoli, che scrisse la denuncia.

Inoltre, da quanto si apprende, il reato inizialmente contestato al rivenditore ischitano, nell’ambito della truffa sui cellulari mobili, è relativo al blocco dell’IMEI dei telefoni fittiziamente denunciati essendo rubati, consentendone così il regolare uso da parte degli ignari proprietari. Vicenda del 24 marzo 2017, quando a carico di  L.P. era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, e successivamente una condanna a due anni di reclusione per reati contro il patrimonio mediante frode. Al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, il soggetto indagato, unitamente ad altri due indagati, è ritenuto responsabile di sostituzione di persona, indebito utilizzo di carte di credito, simulazione di reato e false attestazioni a pubblico ufficiale.

Il Giudice per le indagini preliminari, nonostante l’arringa dei difensori del soggetto indagato, ha deciso di applicare nella fattispecie la misura cautelare del divieto di dimora ad Ischia, con obbligo di non accedere all’isola senza l’autorizzazione del giudice. Dunque, un allontanamento dell’indagato dal territorio nel quale risiedeva e nel quale è sito il locale ove il soggetto è radicato; decisione che appare sufficiente a scongiurare il pericolo che l’indagato possa, cadere in altre violazioni dello stesso genere o superiori, di quella attuale.

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