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venerdì, 30 Luglio 2021

Truffa al cimitero di Napoli: svuotavano e rivendevano le tombe

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Giusi Cioccolanti
Studia Nuove Tecnologie dell'Arte presso Accademia di belle arti di Napoli. Freelance photographer. Donna. 24 anni. Creativa. Collaboratore XXI secolo

Un traffico davvero lugubre quello che avveniva nel cimitero di Napoli, nel quartiere di Poggioreale: le cappelle venivano svuotate dei resti e rivendute a nuovi acquirenti, il tutto all’oscuro dei titolari. La truffa è stata scoperta dalla Guardia di Finanza, intervenuta sulla base di un’inchiesta condotta dalla Procura a partire dal 2012.

Il numero delle persone coinvolote ammonta a 17, tra questi figurano due imprenditori del settore funerario, Vincenzo Tammaro e Gennaro Reparato, e un notaio, Filippo Improta, sospeso per sei mesi dall’attività professionale. Proprio quest’ultimo avrebbe falsificato gli atti per la vendita delle cappelle. Secondo il gip del tribunale di Napoli il traffico di nicchie e tombe era diventato un vero e proprio business: grazie a degli informatori fidati si procedeva all’attacco, bersaglio principale erano loculi e urne risalenti all’800, che molto probabilmente non sarebbero mai stati reclamati dai diretti interessati. Inoltre, la vendita poteva avvenire anche online: è il caso di una cappella che era stata offerta a 800mila euro su un noto sito di vendite immobiliari.

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