True Detective, l’autunno si fa noir

True Detective

Sbarca finalmente in Italia la serie evento dell’autunno 2014. Questa sera, su Sky Atlantic alle 21:10, è tempo di True Detective, ultimo successo del canale via cavo HBO, già sulla bocca di tutti per The Leftovers, che ha visto da poco concludere tra gli applausi la prima stagione. True Detective rappresenta la nuova frontiera del poliziesco e ha il merito di far entrare lo spettatore nel lato oscuro della squadra omicidi.

I due detective protagonisti
I due detective protagonisti

Il motivo principale per cui vedere la serie è senza ombra di dubbio per i due protagonisti: Woody Harrelson e Matthew McConaughey, i quali sono molto simili ma allo stesso tempo diametralmente opposti. Il primo, visto precedentemente in piccoli capolavori come Now You See Me e Benvenuti a Zombieland, interpreta il detective Martin ‘Marty’ Hart: sposato, con figli a carico e amante di ordinanza, e una relazione troppo stretta con la bottiglia di whiskey. McConaughey invece, dopo un 2014 ricco di soddisfazioni e riconoscimenti grazie alle interpretazioni di Dallas Buyers Club e The Wolf of Wall Street, indossa i panni del detective Rustin ‘Rust’ Cohle, che dopo aver perso la figlia in un incidente stradale è entrato nel tunnel della droga per cercare di mantenersi a galla. Nel cast troviamo anche Michelle Monaghan, che interpreta la moglie di Harrelson.

Altra motivo per non perdersi True Detective è ovviamente la trama, che si sviluppa su due diversi archi temporali. La coppia di detective, infatti, indaga su un serial killer che ha terrorizzato la Louisiana per 17 anni. La storia si articola così su due diversi piani: nel 1995 vediamo i nostri “eroi” cercare di incastrare l’assassino, mentre nel 2012 ci vengono mostrati in qualità di testimoni, nel momento in cui il caso viene riaperto. In mezzo ci sono le storie personali dei due protagonisti, con le rispettive debolezze e fragilità.

La prima stagione è composta da 8 episodi, diretti da Cary Fukunaga, giapponese solo nel nome e nelle origini ma americano di fatto, già

Le spirali comparse a Milano
Le spirali comparse a Milano

regista dell’adattamento cinematografico del celebre romanzo di Charlotte Bronte, Jane Eyre. A spalleggiare sapientemente Fukunaga è lo sceneggiatore Nic Pizzolatto, autore di tutta la sceneggiatura. Cosa quanto mai singolare per una serie tv americana, in cui normalmente si alternano diversi autori alla scrittura delle singole puntate. Pizzolatto evidentemente aveva già la storia ben delineata in testa, tanto che all’inizio aveva addirittura pensato di farne un libro. Altra caratteristica della serie è che questa è concepita come una serie antologica, che ad ogni stagione rinnova interpreti e storia.

Ciò che conta comunque è che questa sera arriva in Italia uno dei titoli caldi nel panorama delle serie tv, che ha già collezionato 5 Emmy e ben 12 nominations. Ma soprattutto ha ottenuto il gradimento nientedimeno che di Barack Obama, che ha chiesto al capo della HBO il dvd con i primi episodi di True Detective. Insomma, le premesse per il successo anche in Italia ci sono tutte. E a giudicare dalle spirali (uno dei simboli rituali della serie – ndr) apparse questa mattina per le vie di Milano, l’attesa è già alle stelle. Buona visione.

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