Tregua Usa-Iran-Israele-Libano, i trattati di pace passano attraverso un accordo globale in medio oriente. Questo è quanto dichiarato dal Presidente Trump qualche settimana fa, dopo la firma della tregua tra Iran e Israele l’8 aprile. Ma l’appello è stato inascoltato e il 7 Giugno l’Iran, in risposta all’ennesima aggressione di Israele in Libano, in pieno centro a Beirut, ha lanciato una ventina di missili, probabilmente non tra i più pericolosi in dotazione nel suo arsenale, prontamente intercettati dalla contraerea. La risposta Israeliana non si è fatta attendere e, nel giro di poche ore, nonostante una telefonata di Trump a Netanyahu in cui invitava alla moderazione e a non rispondere all’attacco, Israele ha attaccato Teheran. Il fattore scatenante, questa volta, potrebbe essere attribuito ad alcune notizie inerenti gli attacchi di Israele in Libano. Secondo quanto riportato da alcuni tabloid americani “le forze di Tel Aviv il 30 Maggio avrebbero utilizzato il fosforo bianco sopra aree densamente popolate, nello specifico sulla città di libanese di Nabatieh, che conta un centro urbano con circa 40 mila persone”. E non solo. Sono stati visionati video che riportano l’uso di queste armi su aree civili fin dai primi giorni di Marzo. Tutto prontamente registrato e denunciato.
I negoziati proseguono
I negoziati proseguono. “I negoziati finali stanno procedendo a meno ché la stupidità non li fermi”. E’ quanto ha dichiarato Trump in una intervista, ma se da un lato Israele ha fermato gli attacchi contro l’Iran, dall’altro continuano i suoi raid nel Libano meridionale e nella striscia di Gaza, dove sono stati chiusi i valichi per “ restrizioni di sicurezza”. L’Iran, dal canto suo, ha dichiarato il cessate il fuoco contro Israele, ma continua a gran voce a chiedere lo stop degli attacchi in Libano come previsto nella tregua firmata ad Aprile. Intanto gli Houthi hanno minacciato Tel Aviv di vietare la navigazione marittima Israeliana nel Mar Rosso, minaccia rivolta a tutte le imbarcazioni affiliate ad Israele. E dal canto suo Teheran vorrebbe bloccare anche lo stretto di Bab al-Mandab, che, insieme allo stretto di Hormuz, è il corridoio marittimo adoperato per gli scambi commerciali tra Europa, Asia e mondo arabo.
Le inevitabili ricadute economiche
E come sempre accade dopo avvenimenti che violano la tregua e allontanano gli accordi per una pace duratura, e di conseguenza la riapertura dello stretto di Hormuz e il ripristino delle rotte commerciali, il prezzo del greggio ha subito una ulteriore impennata. Questa volta si stima un aumento del 3,89%, che porta il costo del barile a 96,71 dollari.
Nei prossimi giorni si potrebbe delineare un po’ più chiaramente se la linea di fermezza intrapresa da Trump avrà portato alla tregua oppure sarà ancora in bilico il delicato equilibrio in medio oriente.





