Trasporti, distanza di 1 metro ma decideranno le Regioni Il CTS predica prudenza, ma il governo lascerà libera scelta alle singole Regioni in base al quadro epidemiologico

Continua a far discutere la questione trasporti e il metro di distanziamento sociale su treni, bus e metro a lunga percorrenza. Dunque si può viaggiare, ma con il posto a fianco vuoto, a meno che non si tratti di una persona che “si frequenti abitualmente”. Un’altra categoria generica, destinata a far discutere come accadde per i “congiunti”.

Trasporti: libera scelta ai governatori regionali

Il CTS ha sempre predicato prudenza, per cui, a fronte del leggero aumento dei contagi, sono rimasti sulle proprie idee. “Scientificamente senza il metro di distanza a bordo di questi mezzi dove non c’è un sufficiente cambio d’aria, il rischio di contagio aumenta notevolmente”, affermano gli esperti del CTS.

Per quanto riguarda il trasporto locale, il Ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha fatto sapere che il governo non si opporrà alle delibere dei governatori delle regioni che hanno autorizzato di viaggiare con la massima capienza nei mezzi. Quindi, la responsabilità è a carico dei singoli governatori, che adottano le decisioni più idonee in base al proprio quadro epidemiologico.

L’intervento di Giovanni Toti

L’Italia risulta divisa da questo punto di vista, basti pensare che solo la metà delle regioni fa rispettare la distanza di sicurezza sui mezzi di trasporto. Ciò significa viaggiare a metà carico, per cui subentra la necessità di aumentare le corse e il materiale per consentire a tutti di potersi spostare senza particolari problemi.

Proprio su questo argomento si è espresso in maniera netta e decisa il governatore della Liguria Giovanni Toti: “Chi dice che bisogna aumentare le distanze sui mezzi pubblici, anche se nella nostra Regione i contagi sono al minimo e continuano a calare i ricoverati, deve anche stanziare le risorse per aumentare i mezzi pubblici e i treni. Basta parlare senza cognizione di causa e cavalcando paure. Bisogna far ripartire l’Italia, con prudenza ma senza terrorismo mediatico”. Poi continua: “A Genova viaggiano 300.000 persone al giorno e devo assicurare 300.000 posti, a meno che non si faccia in modo di implementare il servizio pubblico. Nella nostra regione spostarsi in treno è una necessità per diversi motivi. Ho l’impressione che alcune decisioni vengano prese più per scaricarsi qualche responsabilità di dosso, che per utilità dei cittadini”.

Print Friendly, PDF & Email

more recommended stories