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martedì, 31 Gennaio 2023

Trapianto di trachea effettuato su un paziente Covid

Andato a buon fine il primo trapianto di trachea su un ex paziente covid.

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Un altro traguardo raggiunto dalla medicina italiana. Durante la pandemia, i medici e tutto il personale sanitario si sono impegnati a tempo pieno dedicando la massima attenzione ai pazienti con il fine di salvare più vite possibili. Quest’oggi può reputarsi ufficialmente riuscito il primo trapianto di trachea su un ex paziente vittima del Covid.

L’intervento è avvenuto il 3 Marzo 2021 su un uomo di circa 50 anni. Quest’ultimo ricoverato presso il Policlinico Sant’Andrea di Roma si sottopose all’intervento per difficoltà respiratorie.

Primo trapianto di trachea ad un paziente Covid.

L’uomo aveva la trachea totalmente danneggiata dal Covid-19 e dalle terapie utilizzate per curare la malattia. Da sottolineare, che il paziente è stato ricoverato in terapia intensiva per un mese nel 2020.  Quindi, si è deciso di ricorrere alla chirurgia poiché il paziente lamentava costantemente affaticamento e difficoltà nella respirazione.

Di conseguenza, a Marzo, il paziente si sottopone all’intervento di rimozione della trachea. Quest’ultima sostituita da un organo completamente nuovo. Al posto della trachea è stato inserito un frammento di aorta prelevato da un cadavere sano sostenuto da un cilindro di silicone.

Questa tecnica di trapianto nasce anni fa in Francia. Nonostante ciò, solo dopo circa 20 anni, in Italia è stata possibile eseguirla. Il chirurgo che ha guidato l’operazione è la dottoressa Cecilia Menna.

A distanza di più di un mese dall’operazione viene organizzata una conferenza stampa in cui ha partecipato anche il paziente in questione. Quest’ultimo attualmente gode di ottima salute ed ha risolto i suoi problemi respiratori – ”Respiravo male ora sono uscito pure in bici, non ho difficoltà nel parlare e se non sto attento mangio molto di più, mi è cambiata la vita”. Sono queste le parole che Giuseppe, il paziente, ha detto durante il suo intervento nella conferenza.

Ad oggi, in un periodo storico così importante, un intervento del genere potrebbe salvare e migliorare la vita a moltissime persone che hanno avuto gravi problemi a causa del Covid-19.

 

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