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Torta caprese: la storia di una torta nata per errore

Si dice spesso che proprio dagli errori possano nascere delle grandi cose. Questo è il caso della storia della torta caprese.

La torta caprese, grazie al suo profumo di mandorle e cioccolato, ha conquistato il palato di migliaia di golosi nel corso dei secoli.

La storia che riguarda la sua nascita ha però due versioni ufficiali: la prima arriva addirittura ad Al Capone, mentre la seconda riguarda la regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo.

Quando la paura fa sbagliare

A soli 21 anni Al Capone era considerato il re di Chicago. Il suo nome inizia a circolare nella Malavita mondiale grazie ad una serie di accordi con la mafia italiana, con quella irlandese e con la politica dell’Illinois.

Nel 1920 per rinsaldare degli accordi con la camorra newyorkese, direttamente collegata a quella napoletana, Al Capone manda due dei suoi collaboratori più fidati a Napoli. I due malavitosi durante una gita si recano a Capri nella famosissima pasticceria di Carmine Di Fiore, un cuoco molto importante negli anni ’20.

I due vogliono assaggiare una torta e chiedono al pasticciere di realizzarla.

Di Fiore capisce che le persone giunte nel suo ristorante sono dei malavitose e si fa prendere dall’ansia. Di Fiore dimentica di usare la farina nell’impasto e “rovina” la torta con cioccolato e mandorle che voleva preparare ai suoi ospiti.

Infornò la torta senza accorgersene ed a fine cottura, con sommo stupore, la torta risultò una vera e propria prelibatezza: morbida al centro e croccante fuori.

Di Fiore continuò a preparare la torta anche in seguito e  ebbe un gran successo.

La regina Maria Carolina e la torta caprese

La storia che unisce la corte dei Borboni e la torta caprese narra di un capriccio di Maria Carolina d’Asburgo, moglie di Ferdinando IV, il cosiddetto Re Nasone.

I due si sposarono su commissione quando la principessa aveva appena 16 anni e il primo impatto con Ferdinando fu traumatico per la giovane.

Infatti la principessa apparteneva all’altissima aristocrazia europea, era bella, elegante, acculturata. Mentre Ferdinando era un re sui generis, che girava per la città ed era cresciuto con gli scugnizzi. Secondo alcuni storici pare che Ferdinando di Borbone a stento capisse l’italiano forbito della moglie.

Maria Carolina così era solita abbandonarsi a dei capricci. Un giorno, presa dalla malinconia per la sua Austria, chiese disperata una torta sacher alle cucine del suo Palazzo.

Ma i cuochi del Regno erano tutti di stampo francese e non conoscevano la ricetta. Non la conosceva neanche Maria Carolina, così gli chef per soddisfare la regina, le chiesero di descrivere il sapore e l’aspetto della torta richiesta. E fu proprio dai ricordi di Maria Carolina e dalle sapienti mani dei cuochi del Palazzo che nacque la torta caprese.

Si narra che la torta caprese si chiami così in omaggio all’isola di Capri, perché l’Isola Azzurra era amata dalla principessa.