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lunedì, 3 Ottobre 2022

TOI 700d, scoperta una possibile Terra 2.0

Distante dal nostro pianeta 100 anni luce, TOI 700 d potrebbe avere acqua liquida.

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Grazie a Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite), il cacciatore di pianeti della Nasa che fu lanciato nell’aprile 2018 allo scopo di  individuare nuovi pianeti, è stata scoperta TOI 700d, un pianeta sorella della nostra Terra, distante da essa 100 anni luce e in quella che è considerata la zona abitabile della sua stella, ovvero ad una distanza tale da poter rendere possibile la presenza di acqua liquida in superficie.

La scoperta e i relativi risultati sono stati annunciati a Honolulu dal gruppo dell’università di Chicago coordinato da Emily Gilbert, durante il convegno della Società Astronomica Americana.

Alla ricerca vi è anche la partecipazione di due italiani: Giovanni Covone, astrofisico dell’università Federico II di Napoli, nonché associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Luca Cacciapuoti, anch’egli della Federico II.

Secondo quanto osserva Covone: “Questo risultato è molto importante per Tess perché è il primo pianeta simile alla Terra scoperto da questo telescopio spaziale. Cercheremo soprattutto tracce di ossigeno e acqua, prime indicazioni importanti dell’eventuale presenza di forme di vita.

Il pianeta TOI 700d, scoperto da Tess intorno alla stella TOI 700, una nana rossa la cui massa è circa la metà di quella del Sole, ha una massa maggiore del 20% rispetto a quella della Terra, un anno lungo 37 giorni e  temperature miti in superficie grazie all’energia che riceve dalla sua stella ( circa l’86% dell’energia che la Terra riceve dal Sole).

In base alle osservazioni fatte, il pianeta rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella.

Covone rivela che:”bisogna vedere che tipo di vita si potrebbe formare su un pianeta senza l’alternanza di giorno e notte, per questo TOI 700d sarà un bel laboratorio per l’astrobiologia.

Inoltre, altre conferme arrivano anche dal gruppo coordinato da Joseph Rodriguez, del Centro americano Harvard-Smithsonian, grazie al telescopio spaziale Spitzer della Nasa, mentre il gruppo di Gabrielle Englemann-Suissa, dell’americana Universities Space Research Association, ha tracciato attraverso simulazioni, quello che potrebbe essere  un probabile identikit del pianeta.

in queste simulazioni, TOI 700d, appare sia come un mondo coperto di acqua con un’atmosfera dominata dalla CO2, sia secco e senza nuvole.

Covone conclude osservano:”Sono due ipotesi alternative su cui è difficile scommettere ma  simulazioni come queste sono utili per capire cosa dobbiamo aspettarci quando andremo a osservare il pianeta in modo diretto.

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