Tik Tok: l’app più amata e frequentata dai pedofili Proprio per la presenza di ragazzini, l'app risulta amata e frequentata anche da numerosi pedofili.

Tik Tok
Tik Tok

Tik Tok: l’app più amata e frequentata dai pedofili. Negli ultimi mesi, la piattaforma ha spopolato diventando in breve tempo il social dei ragazzini, ma anche molti adulti ne fanno parte. Si tratta, di un diversivo per svagarsi e staccare per un pò la spina dai problemi della vita quotidiana. Il social, permette di caricare video di balletti, imitazioni, scherzi e sketch e ad oggi rappresenta una delle app più amate al mondo.

Proprio per la presenza di ragazzini, risulta essere l’app preferita anche da numerosi pedofili. Certo, questo succede anche su altri social, ma nel caso di questa app è più facile per i pedofili agire indisturbati e senza incorrere in conseguenze perché a differenza dei primi, che segnalano settimanalmente incidenti di questo tipo, il giovane social, che dipende dalla Cina, non fornisce informazioni su attività pedofile sospette. Gli agenti della Protección al Menor della Unidad Central de Ciberdelincuencia de la Policía Nacional spagnola hanno dichiarato: “i ragazzi pubblicano i video dove ballano in maniera ingenua senza pensare al rischio di conseguenze”. Tali informazioni sono pervenute a seguito di esplosioni digitali, tutto infatti sembra aver avuto inizio leggendo l’hashtag di una ragazza.

Qualche giorno fa, una sedicenne avrebbe causato sul social francese agitazione creando l’hashtag #balancetontiktokeur. Dopo esser stata interrogata dalla polizia ha asserito: “sono stato contattata da alcune ragazze che dicevano che alcuni utenti del social avevano abusato della loro notorietà per chiedere loro delle foto nude”.

La ragazza racconta di essere stata direttamente ispirata dall’hashtag #balancetonyoutubeur, lanciato nel 2018 con lo stesso obiettivo ma con qualche differenza: l’hashtag intende denunciare, oltre l’abuso sessuale, tutti i comportamenti inaccettabili che vanno dal razzismo al bullismo e all’omofobia. Prosegue inoltre, spiegando che ha voluto creare l’hashtag per incoraggiare in primis i suoi coetanei, ma in generale tutte le persone in difficoltà, spingendole a dire la verità e fermare chi chiede nudi ai loro abbonati a maggior ragione se minorenni. Il suo gesto, che ha avuto ripercussioni gravi, (ha, infatti, ricevuto minacce di morte) ha incoraggiato molte giovani donne che hanno deciso di rompere il silenzio e raccontare le loro esperienze.

I responsabili di Tik Tok sono poi intervenuti confermando di aver messo in atto “un sistema di moderazione importante” aggiungendo: “la sicurezza e il benessere dei nostri utenti è per noi una priorità e restiamo disponibili per supportare le istituzioni e le autorità locali per discutere e presentare, in modo trasparente, il lavoro svolto e le funzionalità implementate per offrire un’esperienza online sicura e positiva”.

Print Friendly, PDF & Email

Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

more recommended stories