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lunedì, 17 Gennaio 2022

Thomas Cook, il fallimento mondiale

La storica società di viaggi britannica Thomas Cook è fallita, trascinando con sé anche l’Italia. Danni stimati per 100 milioni di euro

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Il fallimento della storica società turistica britannica Thomas Cook ha colpito anche l’Italia. Secondo le stime di Federalberghi il danno si aggirerebbe intorno ai 100 milioni di euro, ma potrebbe arrivare anche fino a 300. 

Hotel e strutture che lavoravano con il tour operator britannico potrebbero perdere fino al 70% del giro di affari annuo.

Il problema che ha generato il fallimento di Thomas Cook è proprio il suo sistema di funzionamento, ricevuti i soldi dai clienti con la prenotazione, li girava agli alberghi dopo 30 giorni.

Gli ultimi saldi riguardano però luglio, poi è avvenuto il fallimento del piano di salvataggio e la bancarotta dopo 178 anni di attività, a causa di mesi di incassi mancati, quasi impossibili da recuperare.

“Gli alberghi non hanno alcun tipo di protezione”, afferma Federalberghi.

 “Il mio suggerimento è contattare i clienti e spiegare la situazione per evitare che si aprano contenziosi antipatici: se i clienti si presentano, l’albergo chiederà di ripagare la camera e inviterà poi a chiedere il rimborso al fondo inglese. Altrimenti è meglio che i clienti non arrivino. Gli alberghi, del resto, non hanno alcun tipo di protezione per il mancato pagamento di un tour operator”, afferma il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara.

Sud Italia la zona più colpita, come ha spiegato Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia “Molti alberghi, nell’isola, vantano crediti di centinaia di migliaia di euro nei confronti del tour operator che ha chiuso i battenti dopo quasi 200 anni di servizio. In attesa di sviluppi che speriamo siano positivi ci permettiamo di suggerire ai nostri associati di informare i turisti in arrivo – con prenotazioni Thomas Cook – che dovranno comunque saldare il conto in albergo per poi rivalersi con le autorità inglesi”.

 “Il fallimento improvviso di una realtà globale come Thomas Cook non può che avere un forte impatto sul comparto turistico italiano. Sono migliaia gli operatori in Italia che hanno ricevuto un danno, e che si trovano nella difficile situazione di dover recuperare i crediti vantati presso il gruppo inglese e non ancora incassati, a volte decine di migliaia di euro per singola impresa”, spiega il presidente di Assoturismo Confesercent Vittorio Messina.

 

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