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venerdì, 28 Gennaio 2022

“This is not what it is” al Teatro Tram di Napoli

Un progetto prodotto da Meridiano Zero (un collettivo di artisti nato in Sardegna) che rappresenta uno dei tre capitoli di “B-tragedies-trilogia shakespiriana trash”.

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Al Teatro Tram di Port’Alba, lo spettacolo “This is not what it is”. Un progetto prodotto da Meridiano Zero (un collettivo di artisti nato in Sardegna) che rappresenta uno dei tre capitoli di “B-tragedies-trilogia shakespiriana trash”.

Lo spettacolo sarà in scena da questa sera, venerdì 15 febbraio, fino a domenica 17 febbraio. Riprende l’Otello di Shakespeare, riletto e interpretato da Marco Sanna e Francesca Ventriglia.

L’ambientazione è quella dell’isola di Cipro, ma in un tempo lontano da quando i turchi assediavano le coste e c’erano fortezze da difendere. Oggi non succede nulla. È rimasta solo la noia di chi sa di essere nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.

Un’isola che rappresenta la metafora del luogo di residenza in cui si passa un breve o lungo periodo di studio, di concentrazione e d’isolamento dalle distrazioni quotidiane.

Cipro rappresenta nel contempo anche una scelta obbligata cui l’artista contemporaneo è costretto nella giungla dei bandi, residenze, casting e promesse inutili. L’isola diventa così soltanto un luogo come un altro in cui è possibile trasferire per un po’ la propria disperazione, ma con la costante consapevolezza che nulla cambia davvero le cose.

In scena si vedranno due attori che per copione si presentano senza talento e fantasia, ma con un desiderio disperato di ambedue le cose; non abbastanza fortunati da vivere inconsapevolmente la propria condizione, e affetti da una sorta di depressione perenne e contagiosa.

L’obiettivo della rappresentazione è di far scontrare il linguaggio alto di Shakespeare con forme espressive più basse, come il karaoke, la stampa scandalistica, le barzellette macabre; insomma, la volgarità di ogni giorno, i soldi, la tivù.

Una sorta di meta-teatro che diventa feroce critica del vuoto contemporaneo. È un omaggio alla spazzatura di ogni giorno, alla confusione nella quale viviamo, alla stupidità di ogni gesto e parola, ogni movimento cui non ci si abitua mai.

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