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mercoledì, 6 Luglio 2022

Tetris diventa farmaco anti-stress

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Dopo 30 anni di egemonia nel settore tecnologico si è scoperto che Tetris, l’intramontabile gioco, ha delle proprietà curative. Lo hanno stabilito i ricercatori dell’Università di Oxford in uno studio pubblicato su Plos One questa mattina, 6 giugno 2014.

I ricercatori sostengono che  il videogame di logica, campione di vendite inventato dall’ingegnere russo Alexey Pajitnov, allontanerebbe lo stress da disturbo post-traumatico (DPTS – ndr). Il DPTS, o Nevrosi da guerra, poiché inizialmente riscontrato nei soldati coinvolti in drammatici conflitti, rappresenta l’insieme delle sofferenze derivanti da forti traumi vissuti quali catastrofi o violenze; gli eventi traumatici si ripresentano nella mente di colui che li ha vissuti, attraverso incubi o flashback. Il merito dell’abbattimento di questo stress va alle peculiarità logiche del gioco che stimolano e tengono concentrata la parte del cervello adibita alle emozioni e ai pensieri, cioè il cervelletto, evitando che la persona  vittima di forti traumi venga assalita da spiacevoli flashback. Il cervelletto quindi si fa coinvolgere dal passatempo bloccando i ricordi e il flusso emozionale. Pare quindi che Tetris, a differenza degli altri giochi sul mercato, più che ‘bruciare’ il cervello come solitamente accade, ne sviluppi le potenzialità e tenga la memoria occupata.

Pajitnov, nel lontano 6 giugno del 1984, vide strappati i propri diritti sul gioco dall’Unione Sovietica, la quale aboliva il sistema della proprietà privata. I diritti passarono alla Nintendo nel 1989, anno in cui avvenne la consacrazione di Tetris a gioco più gettonato. Memore del successo del gioco, Pajitnov in varie interviste ha sostenuto che “perde il suo senso dell’umorismo”.

In un’era in cui la tecnologia ha ormai preso il sopravvento, schiacciando con il potere della sua rapidità ed efficienza qualunque altra forma di comunicazione, attività o emozione; anche le malattie e i disturbi saranno curabili tecnologicamente? Gli apparecchi di ultima generazione, con le loro caratteristiche illusorie ma appetibili, prevarranno su quelli vecchi oramai caduti in disuso a causa della loro lentezza, inefficienza e mancanza di originalità, oppure come Tetris, ancora sulla bocca di tutti a distanza di trent’anni, resteranno destinati all’immortalità?

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