Battisti è giunto in Italia! Termina così la latitanza

Finalmente la parola fine a una storia triste che ha angustiato gli italiani per quarant'anni.

Cesare Battisti estradato è atterrato a Ciampino.

Si chiude così uno dei capitoli piu tristi della nostra Repubblica con la consegna nelle mani delle autorità italiane di Cesare Battisti con un volo diretto che dalla Bolivia,  lo ha portato all’aereoporto  di Ciampino a bordo di un  Falcon  militare. L’ex leaderdei PAC proletari armati per il comunismo, termina il lungo periodo di latitanza che lo ha portato in un lungo pellegrinaggio tra il Messico, la Francia  e successivamente in Sudamerica.

Condannato nel 1979 a tredici anni di prigione per l’omicidio del gioielliere Pierluigi Torreggiani, evade dal carcere di Frosinone nel 1981 con l’aiuto dei terroristi. Da quel momento non ci sarà piu pace per i familiari delle vittime cadute sotto i colpi del PAC, che vedono nella fuga di Battisti un duro colpo, alla giustizia.

Lo stato italiano pero non si arrende e con un lungo lavoro di intelligence, si mette sulle tracce del fuggitivo. Varie peripezie però fatte di rocambolesche fughe e impedimenti governativi, non consentono l’arresto, vedi il periodo di latitanza trascorso in Francia,  dove la ideologia “morbida” tenuta oltralpe, non consente l’estradizione,  che Parigi nega. Proprio in terra di Francia Battisti inizia la sua carriera di scrittore, facendolo simpatizzare con ‘intellighenzia” locale che arriva addirittura  a tributargli consensi che ne garantiscono in parte l’impunità.

Nel frattempo la giustizia va avanti e in contumacia condanna Battisti nel 1985 all’ergastolo per reati legati alla lotta armata e per i quattro omicidi, del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, quello di Pierluigi  Torregiani e del commerciante Lino Sabbadin, uccisi entrambi da gruppi dei Pac il 16 febbraio 1979, il primo a Milano e il secondo a Mestre e quello dell’agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Sentenza confermata dalla Cassazione nel 1991.

Parte quindi dall’Italia una seconda richiesta di estradizione, indirizzata al governo francese, ma dopo un breve periodo di reclusione Battisti verrà scarcerato a breve, sull’onda delle proteste degli intellettuali e a questo punto scappa nuovamente in Brasile, dove troverà moglie e farà tre figli. In Brasile il presidente  Lula nell’ultimo giorno del suo mandato si opporrà alla sua estradizione e bisognerà attendere l’instaurazione del nuovo governo, perche finalmente Battisti venga considerato estradabile e perda lo status di rifugiato politico. È la fine ed in un estremo tentativo di evitare il peggio rifugia in Bolivia, dove viene però intercettato dalle forze dell’ordine italiane e catturato dalle autorità locali. Il resto è storia nota.

Dopo quasi quarant’anni di fuga, la giustizia lenta ma inesorabile può finalmente avere il suo corso e per Battisti si aprono le porte del carcere di Rebibbia, dove il terrorista sconterà i primi sei mesi in isolamento e la successiva pena all’ergastolo ostativo, senza cioe poter fruire di sconti di pena e che pone la parola fine ad una storia davvero incredibile.

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