Dal 24 al 27 settembre, Terra Madre 2026 a Torino riporterà la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto nel cuore della città. Dopo le edizioni ospitate al Parco Dora, il centro storico diventerà il palcoscenico di quattro giornate dedicate alla biodiversità, alla cultura alimentare e all’incontro tra popoli, produttori e comunità provenienti da tutto il mondo.
L’edizione numero sedici assume un significato speciale perché coincide con i quarant’anni di Slow Food Italia, celebrati attraverso il claim “Biodiversity – Be Diversity”, un invito a riconoscere il valore della diversità non solo in natura, ma anche nelle culture, nelle tradizioni agricole e nelle comunità.
La biodiversità protagonista della sedicesima edizione
La biodiversità rappresenta il filo conduttore dell’intero programma. Per Slow Food non si tratta soltanto di tutela ambientale, ma di un patrimonio che comprende agricoltura, gastronomia, tradizioni popolari e giustizia sociale.
Con il messaggio “Biodiversity – Be Diversity”, l’organizzazione ribadisce un principio che accompagna il movimento fin dalla sua nascita: proteggere la biodiversità significa costruire un futuro alimentare più equo, sostenibile e resiliente.
Il ricordo di Carlo Petrini accompagna Terra Madre 2026
Questa edizione sarà inevitabilmente segnata dal ricordo di Carlo Petrini, scomparso il 21 maggio scorso.
La presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, ha ricordato come il movimento sia nato con l’obiettivo di cambiare il modo di raccontare il cibo e di restituire valore alle persone che lo producono.
Anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha sottolineato come l’evento rappresenti un’occasione per rafforzare le politiche alimentari sostenibili della città, proseguendo il percorso culturale e civile avviato proprio da Petrini.
Il centro storico di Torino diventa il cuore della manifestazione
Una delle principali novità di Terra Madre 2026 Torino è il ritorno nel cuore della città. La manifestazione si svilupperà lungo un suggestivo percorso urbano che partirà da piazza Carlo Felice, attraverserà via Roma, piazza San Carlo, piazza Carlo Alberto e piazza Castello, per poi estendersi a Palazzo Reale, ai Musei Reali, ai Giardini Reali fino a raggiungere piazza Vittorio Veneto. Un itinerario che mette in dialogo alcuni dei luoghi più rappresentativi del capoluogo piemontese, trasformando il centro storico in un grande spazio aperto dedicato alla biodiversità, alla cultura del cibo e all’incontro tra persone provenienti da tutto il mondo.
Un programma ricco tra mercato, degustazioni e conferenze
Per quattro giorni il centro di Torino ospiterà centinaia di appuntamenti che coinvolgeranno produttori, cuochi, studiosi e appassionati del cibo sostenibile. Il grande Mercato dei produttori sarà il cuore pulsante della manifestazione e riunirà i Presìdi Slow Food, i prodotti dell’Arca del Gusto e numerose comunità del cibo provenienti dall’Italia e da molti Paesi del mondo.
Accanto all’area espositiva troveranno spazio le reti tematiche di Slow Grains, Slow Mais, Slow Beans, Slow Rice e Slow Olive, insieme alla rete dei castanicoltori, al Presidio dei prati stabili e dei pascoli e all’universo delle Terre Alte. Il programma sarà completato dai Laboratori del Gusto, dalle degustazioni guidate, dagli incontri con le cuoche e i cuochi dell’Alleanza Slow Food e da un fitto calendario di conferenze dedicate alla sostenibilità, all’agricoltura, ai cambiamenti climatici e alle politiche alimentari.
Non mancheranno le attività educative per bambini e famiglie, gli spazi dedicati alle api e agli impollinatori, le Slow Food Coalition riservate a vino, caffè, cacao e sidri e la tradizionale Enoteca di Terra Madre, punto di riferimento per conoscere e degustare le migliori produzioni vitivinicole.
Le Gallerie d’Italia celebrano i quarant’anni di Slow Food
Per celebrare i quarant’anni di Slow Food, le Gallerie d’Italia di Torino ospiteranno un ricco calendario di incontri che vedrà protagonisti scrittori, filosofi, giornalisti, agricoltori, cuochi e scienziati. Sul palco si alterneranno autorevoli personalità del panorama internazionale, tra cui Satish Kumar, Alice Waters, Raj Patel, Eric Schlosser, i biologi marini Roberto Danovaro e Helen Scales, il filosofo Tommaso Greco, lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari, oltre a volti noti del mondo della cultura e dello spettacolo come Lella Costa, Moni Ovadia, Max Casacci, Paolo Hendel e il maestro panificatore Fulvio Marino.
Un programma pensato per approfondire il rapporto tra alimentazione, ambiente, cultura e futuro del pianeta attraverso il contributo di alcune delle voci più autorevoli del panorama internazionale.
Una rete mondiale riunita a Torino
Durante Terra Madre 2026 a Torino, oltre 1.500 produttori, agricoltori, allevatori, pescatori, ricercatori, giovani e attivisti provenienti da ogni continente si confronteranno sulle grandi sfide che interessano il sistema alimentare globale.
Negli stessi giorni Torino ospiterà anche l’Assemblea dei Partecipanti della Fondazione Slow Food ETS, con delegati provenienti da oltre 120 Paesi, chiamati a discutere il futuro della rete internazionale e delle politiche legate al cibo sostenibile.
Torino si conferma capitale internazionale del cibo sostenibile
Con il ritorno nel centro storico, Terra Madre 2026 Torino rafforza il legame tra la città e uno degli appuntamenti più importanti dedicati all’agroalimentare mondiale.
L’evento non sarà soltanto una vetrina delle eccellenze gastronomiche italiane e internazionali, ma un luogo di confronto sui temi della sostenibilità, della tutela della biodiversità e della cooperazione tra comunità. Un grande laboratorio a cielo aperto dove il cibo diventa linguaggio universale, capace di unire culture diverse e costruire nuove prospettive per il futuro.





