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venerdì, 19 Agosto 2022

Tempio della Regina dei Gigli

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In via S. Martino, frazione del comune di S. Giorgio a Cremano, sorge imponente e maestoso il Tempio della Regina dei Gigli, commissionato da Madre Liliana del Paradiso della Fondazione Regina dei Gigli.

L’edificio è stato edificato in stile contemporaneo, con eleganti colonne ioniche reggenti magnifiche mura bianche, simbolo di purezza e candore. Il tempio è stato realizzato impiegando materiali edilizi provenienti da tutti i cinque continenti terrestri allo scopo di diffondere un messaggio di universalità, secondo il quale la purezza, logorata e deturpata nei secoli dalla fragile coscienza umana, costantemente esposta al peccato e alla crudeltà satanica, è destinata al mondo intero, senza distinzione di classe sociale, razza, sesso o cultura. L’idea di incorruttibilità non è riscontrabile solo nelle superfici nivee, bensì anche nel frequente uso del giglio, fiore emblema di purezza e stemma primario del posto, presente come raffigurazione delle vetrate, come pomello delle porte, come cupola delle torri, come minuscoli dettagli dell’altare o in mosaici esterni ed interni al tempio. L’edificio consta in uno sfarzoso altare in marmo impreziosito con particolari in oro. L’altare custodisce un importante dipinto commissionato da Madre Liliana raffigurante la Vergine Maria irradiante amore e purezza. La parte superiore dell’altare realizzata in marmo è dominata da raggi color celeste pastello che sembrano mettere in fuga le contrastanti linee grigiastre. L’allegoria è semplice: i raggi celesti provenienti dalla Madonna, rappresentanti amore e benevolenza, cacciano via le presenze peccaminose e maligne colorate di grigio, come a simboleggiare l’eterna vittoria del bene contro il male. Ai lati dell’altare sorgono le raffigurazioni in mosaico della venuta del Messia sulla Terra durante la Pentecoste:  egli si presenta sotto forma di ‘scaglie’ di fuoco proiettate verso il suolo, per rincuorare gli apostoli addolorati dalla sua ascesa ai cieli a seguito della Resurrezione. Le ‘scaglie’ in realtà sono petali infiammati dall’energia e l’amore divini. Lungo le balconate attornianti le tre navate del tempio campeggia impetuoso l’inizio del 12° verso dell’Apocalisse di Giovanni scritto in latino  “ET SIGNUM MAGNUM APPA RUIT IN CAELO: UMILIER AMICTA SOLE, ET LUNA SUB PEDIBUS EIUS, ET SUPER CAPUT EIUS CORONA STELLARUM DUODECIM”, che tradotto in lingua italiana significa “NEL CIELO APPARVE POI UN SEGNO GRANDIOSO: UNA VESTITA DI SOLE, CON LA LUNA SOTTO I SUOI PIEDI E SUL SUO CAPO UNA CORONA DI DODICI STELLE”. La corona di 12 stelle è più volte riscontrabile in altare e portoni, ma la sua funzione principale è quella di indicare le 12 piccole vetrate sovrastati le balconate. Il numero 12, oltre ad indicare le dodici tribù israeliane, sta a simboleggiare in questo caso le 12 virtù che madre Eliana ha considerato appartenenti alla Madonna, virtù distribuite omogeneamente nel raggio di un intero anno. Il Cristo attorniato dalle 12 stelle, ricorda i frequenti passi della Bibbia che descrivono i numerosi momenti in cui lo stesso vagava per il deserto alla ricerca della pace e della serenità necessarie per pregare. Il Cristo, grazie all’effetto ottico attuato attraverso l’impiego di una superficie circolare come l’interno di una cupola, non solo è visibile da ogni angolatura del tempio, ma pare muoversi e cambiare posizione dalle diverse angolazioni.

All’esterno del tempio albergano numerose colonnate reggenti un grosso timpano in stile greco contenente un mosaico della Vergine Maria avvolta da raggi di luce e altri due oggetti luminosi: sulla sinistra vi è un giglio infuocato, anch’esso irradiante raggi di luce, mentre sulla destra s’innalza una croce anch’essa infuocata. Ciò sta a significare che il bene e l’incorruttibilità nascono dalla Madonna e dai due elementi a cui Ella si appella: il giglio e la croce, quest’ultima simbolo di redenzione. Le torri edificate accanto le colonnate contengono orologi e sono ricoperte da cupole realizzate a forma di giglio. Accanto la struttura sorgono l’abitacolo delle consorelle del tempio e una scuola elementare gestita dalle stesse. Uscendo dal tempio, così denominato perché ricorda gli imponenti ed immacolati templi greci, sono erette due statue campeggianti il portone d’ingresso. Sulla sinistra sorge la statua del profeta S. Giovanni mentre sulla destra sorge quella del profeta Isaia.

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