Edo e la tecnica del bastone.

Il momento delle sentenze per il Napoli di Ancelotti in due trasferte fondamentali. Squadra e società, saranno fianco a fianco ?

Tanta carne a cuocere nel calcio italiano ancora ebbro della goleade nazionali rifilate alle povere “Armenie” -nove gol alla maggiore, sei all’under 21-. Ora il campionato, farà da prologo alla settimana europea affinchè l’italico “pallone”, sull’onda emotiva dei successi di Mancini, possa ottenere il massimo dalle coppe continentali, fin qui vissute in tonalità chiaro-scure per le italiane (Juventus già qualificata, Napoli quasi e Inter in bilico nella coppa “grande”, Lazio fuori e Roma forse, in Europa League). In particolar modo, il Napoli di “sor Carletto da Reggiolo”, che ci si augura, possa invertire la tendenza all’autolesionismo di gruppo, con le singole parti -società, tecnico, giocatori- che provino ad anteporre le esigenze di team, alle personali; non per sempre, per carità, ma solo, fino alla conclusione della stagione in corso, che è ancora (quasi) tutta da giocare. Escludendo, per adesso (ma volendo, si accettano pure i miracoli), la vittoria in campionato, restano: un passaggio Champions a portata di Genk – a meno che il Salisburgo non perda punti con i belgi, in tal caso anche una sconfitta con il Liverpool, il prossimo mercoledì, spalancherebbe la porta degli ottavi-, la coppa Italia che non è nemmeno iniziata per gli azzurri, quindi tutta da giocare, e un piazzamento nella regular season -quarto posto, come minimo- per centrare la qualificazione nell’Europa che conta. Tutti traguardi a portata di “piede” per il club partenopeo che si spera si sia giovato della sosta di Serie A. Certo, le dichiarazioni del vice-presidente Edoardo De Laurentiis, di alcuni giorni fa, a proposito della mancanza di “attributi” dei calciatori napoletani di oggi, rispetto a quelli di ieri (i Montervino e soci va...) non aiutano di sicuro ad un approccio per costruttivi atteggiamenti. La parola, ad ogni modo, passa al campo, con le sue sentenze inappellabili sul quale i giocatori devono sciorinare prove di orgoglio che dimostrino attaccamento alla città.  Quella con il Milan a San Siro è una partita che incuriosisce, in particolar modo, riguardo le motivazioni del tecnico che l’anno scorso proprio a Milano fece cattiva mostra delle sue capacità, da allenatore del Napoli; in due match prima pareggiò 0-0, in campionato, permettendo alla Juve di prendere il largo nella sfida scudetto, poi perse scelleratamente, senza colpo ferire, con un netto 0-2, tre giorni dopo, il quarto di finale della coppa nazionale, sempre con i rossoneri di Gattuso. Quella fu la partita peggiore della sua squadra, nella scorsa stagione, dopo quella di Londra, contro l’Arsenal in Europa League, persa anch’essa per 2-0 dopo un primo tempo da cinema dell’orrore. Ci aspettiamo dunque una buona dose di concentrazione in primis dal mister e a ruota, dai suoi ragazzi. Il presidente ADL, intanto, è ancora lontano, alle prese con i suoi “affari” americani; le sue veci le fa il vicepresidente EDL che cerca, a modo suo, di spronare i suoi calciatori con la tecnica del bastone e…non si sa cosa; riuscirà nell’impresa? Lo sapremo a breve!

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