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Te le do io le bollicine 2026

Te le do io le bollicine, XVI edizione dell'evento che ci trasporta nel mondo dello champagne e non solo, quest'anno sarà ancora più grande.

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Te le do io le bollicine 2026

Te le do io le bollicine 2026, Lunedì 20 luglio, dalle 19.30, il Nabilah di Bacoli si trasforma ancora una volta nel salotto buono dell’estate flegrea. Giunta alla sua XVI edizione, l’evento organizzato da AIS Napoli dedicato al mondo delle bollicine, dell’alta gastronomia e della cultura del vino, con oltre cento etichette di spumanti e champagne in degustazione. Il tramonto che si tuffa nel mare, il tintinnio dei calici che si incontrano: non posso non pensare a “Dicitencello vuje”, perché anche un brindisi, a Napoli, è sempre una dichiarazione d’amore.

Te le do io le bollicine e oltre

Il percorso di quest’anno è un vero viaggio nel gusto, pensato come un’esperienza immersiva che rifugge l’ordinario. Si parte con l’energia di un aperitivo d’autore, per poi addentrarsi in un “salotto del gusto” dove tradizione e internazionalità convivono: dalle proposte di mare alle carni più pregiate, fino all’arte bianca dei maestri panificatori e alla dolcezza finale firmata da pasticceri e cake designer. Ogni assaggio è studiato dai sommelier per esaltare al meglio ciò che c’è nel calice, in un percorso che profuma di “Malafemmena”: la seduzione di un buon sorso, del resto, a queste latitudini si racconta sempre come una storia d’amore complicata e struggente.

I premi

Ma la serata non è solo festa: c’è anche sostanza. La vocazione educativa dell’AIS Napoli si conferma con la consegna dei diplomi ai nuovi Sommelier e ai primi Champagne Specialist della delegazione, un traguardo che dà spessore a una manifestazione capace di unire formazione e convivialità.

E la musica

A completare la notte, tra musica e performance, ci saranno il DJ resident Coscia e il gruppo Malanotte, fino a tardi. E allora, tra un calice e un diploma, viene naturale chiudere gli occhi e pensare a”’O sole mio”: perché sorseggiare champagne pregiato, sul tramonto su Bacoli, è “tutta n’ata storia”