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domenica, 5 Febbraio 2023

Tanzania: è caccia alle streghe

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Non si fermano le uccisioni in Tanzania dove, la povertà e l’ignoranza, sono i motivi principali delle morti delle persone, accusate di stregoneria. Sono 7 le persone bruciate vive da una calca di persone indiavolate e accusatrici. L’area precisa di riferimento è la zona ovest della Tanzania, dove, oltre alle persone, circa 20 case sono state bruciate; l’arresto è stato immediato per 23 accusatori, tra cui un guaritore del posto e alcuni capi villaggio.

Nel villaggio di Murufiti, al confine con il Burundi, la stregoneria è ancora elemento di discordia e i capi villaggio sono i primi a sostenere che la gente possa architettare pozioni o bamboline voodoo. Quando sono tornato a casa ho trovato il corpo di mia madre a 10 metri dall’ingresso e il cadavere di mio padre carbonizzato ha dichiarato Josephant John, figlio di una delle vittime.

Secondo le stime del Legal and Human Rights Centre, a subire le conseguenze di linciaggi continui per “atti di stregoneria” in Tanzania, sono circa 500 persone l’anno. Per non parlare dei continui attacchi nei confronti degli albini considerati sia parte del volere del diavolo e quindi devoti alla stregoneria, sia curativi per il colore della loro pelle. Addirittura si pensa che fare sesso con un albino possa curare dall’Aids, da qui i continui stupri nei confronti dei bambini, costretti a rifugiarsi nei centri di accoglienza.

L’omicidio delle 7 vittime è avvenuto lunedì, ma soltanto oggi è stata data la notizia, dopo l’arresto delle 23 persone.

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