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martedì, 9 Agosto 2022

Taglio dei vitalizi: chi deve esaminare i ricorsi?

Un conflitto di interessi  nella Commissione Contenziosa del Senato.

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Marcella Madarohttp://marcellamadaro.wordpress.com
47 anni, nata a Taranto, vive in Toscana nella provincia di Siena. Promoter . Amo leggere e cucinare.

Il sedici ottobre del 2018, è stato approvato il taglio dei vitalizi, un provvedimento fortemente voluto dal  governo, che è andato in vigore dal primo gennaio di quest’anno.

Questo  provvedimento  ha  scatenato  un  vero trambusto  tra  gli ex  senatori, che hanno immediatamente fatto ricorso, con una battaglia durata più di un anno.

Sono  infatti più di 700 gli ex senatori che hanno fatto ricorso e che la Commissione Contenziosa del Senato deve esaminare. Sembra però che, senza che ci sia stata una camera di consiglio, i ricorsi verranno accolti e restituendo il privilegio agli ex senatori.

Dopo tanto tempo si era finalmente riusciti a porre fine al vitalizio ed invece possiamo constatare che, chi chiede di annullare il procedimento, lo percepiva ormai da tempo.

La vicepresidente del Senato, Paola Taverna, già da ottobre scorso aveva lanciato l’allarme del conflitto d’interessi per due giudici della Commissione Contenziosa del Senato. Il 4 novembre scorso la Commissione Contenziosa di Palazzo Madama avrebbe dovuto, in una riunione finale, decidere le sorti del vitalizio. In quell’occasione la senatrice, Elvira Evangelista e membro della Commissione Contenziosa del Senato, rassegnò le dimissioni perché secondo lei, era evidente il conflitto di interesse. I cinque giudici nominati dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, devono essere al di sopra di ogni sospetto, senza alcun legame o coinvolgimento di alcun tipo.

Il  presidente  della  commissione  è  Giacomo Caliendo,  senatore che percepiva il vitalizio. Un altro giudice è l’ex magistrato  Cesare  Martellino. Come andrà a finire questa vicenda?

L’organo di giustizia interno del Senato ha già pronta la delibera per il 20 febbraio 2020 e se verrà confermata verrebbero a mancare 22 milioni di risparmi e ridati agli ex senatori. Denaro che poteva essere distribuito nella collettività più disagiata o per migliorare le opere pubbliche.

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