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domenica, 2 Ottobre 2022

Svolta nell’omicidio di Maria Grazia Martino

Le indagini, affidate alla Polizia di Stato, sono state coordinate dalla Procura di Salerno, diretta dal Procuratore Capo Giuseppe Borrelli.

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Importantissima svolta nell’omicidio di Maria Grazia Martino, la 91enne trovata morta all’interno della sua abitazione in via San Leonardo, a Salerno sabato scorso.

Le indagini, affidate alla Polizia di Stato, sono state coordinate dalla Procura di Salerno, diretta dal Procuratore Capo Giuseppe Borrelli.

Fermato l’ex badante della donna che secondo quanto si apprende dalle prime indiscrezioni, ha confessato di aver ucciso l’anziana e ferito la sorella, Adele Martino, 87 anni, ancora ricoverata per le gravi percosse ricevute e per i traumi al volto

I medici tengono sotto stretto controllo le condizioni della donna, che ha riportato anche un forte trauma cranico.

L’uomo, Giuseppe Buono, 41 anni, avrebbe cercato di sottrarre una ingente somma di denaro alle due sorelle. L’omicidio sarebbe avvenuto tra le ore 13 e le 13.30 di sabato pomeriggio. Dopo giorni di indagini, l’assassino è stato incastrato dalle telecamere di videosorveglianza.

Giuseppe Buono, residente a Baronissi: ha confessato, ed è stato sottoposto a fermo per rapina impropria, omicidio e tentato omicidio.

Secondo una prima ricostruzione (al momento ancora da confermare) le due sorelle avrebbero provato a scappare, ma l’uomo le ha colpite con un bastone, con veemenza e uccidendo una delle due. Il bastone ancora non è stato ritrovato.

La dinamica della rapina: svolta fondamentale

Le immagini prese in esame, hanno portato all’uomo, al momento in stato di fermo; Buono conosceva bene (essendo stato loro badante) le vittime e l’abitazione, ha semplicemente scavalcato un muro ed è entrato facilmente e senza troppe difficoltà in casa. Nel momento in cui le due sorelle hanno provato a chiedere aiuto e scappare, la situazione è degenerata. Gli inquirenti hanno perquisito l’abitazione dell’uomo, e hanno rinvenuto un corrispettivo di circa 3.400 euro in contanti, corrispondenti ai canoni di affitto rubati, e una scatola di scarpe di un modello che corrispondeva ad una impronta rinvenuta sul luogo del delitto.

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