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sabato, 4 Febbraio 2023

Svolta nella medicina grazie ai napoletani.

Nuova scoperta nella medicina tutta napoletana, nuove metodiche per la diagnosi di anemia grazie allo studio riguardo i globuli rossi condotto da un'equipe tutta partenopea.

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

L’istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Isasi) grazie alla collaborazione con il Centro di ricerca e biotecnologie avanzate Ceinge, ha portato a termine uno studio di fondamentale importanza scientifica.

Lo studio riguarda la nuova metodologia per l’identificazione e la caratterizzazione dei globuli rossi malati morfologicamente simili a quelli sani. Gli esiti dello studio, così come tutti i processi eseguiti, sono stati pubblicati su ACS Analytical Chemistry.

“Grazie a una tecnica avanzata di imaging 3D abbiamo dimostrato di poter discriminare globuli rossi malati, aventi caratteristiche morfologiche simili rispetto al campione di controllo sano”, spiega la ricercatrice Cnr-Isasi Martina Mugnano.
Per l’individuazione dei globuli malati si sfrutta la capacità degli stessi di funzionare come lenti di ingrandimento, come spiegato da Pietro Ferraro, direttore dell’Istituto, “Tramite questa tecnologia laser e sfruttando la capacità dei globuli rossi di comportarsi come microscopiche lenti dotate di particolari proprietà di ingrandimento e ‘messa a fuoco’, è possibile stilare un pannello di ‘marcatori ottici’ per poter identificare ciascun globulo rosso e poter quindi risalire alle diverse forme di anemia”.

L’utilizzo dei globuli rossi come lente d’ingrandimento è stato possibile al seguito degli studi del Cnr-Isasi, pubblicati anche su Nature Communications, che dimostra questa loro proprietà di biolente. Grazie al nuovo criterio diagnostico è possibile comprendere quali siano i globuli rossi sani, e distinguerli da quelli malati, grazie all’analisi dei punti focali, applicata a centinaia di cellule disposte l’una accanto all’altra come piccole microlenti.

Grazie a quest’analisi i ricercatori sono riusciti ad identificare e isolare i tipi di anemia più comuni e diffusi, la sideropenica, deficit della quantità di emoglobina utile al trasporto dell’ossigeno nel sangue affiancata dal deficit di quantità di ferro,  la talassemia, ovvero  alterazioni congenite del sangue.

L’anemia è una condizione molto diffusa, soprattutto nella zona del mediterraneo, ed è spesso il risultato di alterazioni nel numero, nella produzione e nel metabolismo dei globuli rossi.

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