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Sul Mes domani decidono i numeri al Senato

Sulla riforma al Mes la maggioranza di governo si gioca il tutto per tutto.

Giorni di tensioni questi per il Governo Italiano, dopo ore di discussioni e braccio di ferro tra le varie forze politiche alla maggioranza, domani 9 dicembre sarà decisivo il voto al Senato.

La riunione del Consiglio Europeo, vale a dire l’organo dell’Unione Europea che comprende i 27 capi di stato e di governo , è prevista per il 10 dicembre e per il giorno successivo è in calendario quella del Vertice euro, cioè una riunione di quei paesi che fanno parte dell’eurozona. L’ordine del giorno? La riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), un’istituzione europea che ha lo scopo di aiutare i paesi dell’eurozona durante le crisi economiche.

Un argomento che in Italia ha da sempre creato non poco scetticismo, sopratutto tra i militanti del M5S ma che ora rischia di compromettere la stabilità del governo.

Da giorni si cerca la quadra, quel famoso punto di caduta che metta d’accordo le forze politiche, ma che sta creando tensioni e spaccature.

Se pur contrari all’utilizzo del Mes i grillini rendono noto che la votazione di domani è relativa all’ approvazione o al respingimento delle comunicazioni di Conte, il quale spiegherà perché nel prossimo Vertice euro il governo italiano approverà la riforma del MES. Non sarà, quindi, un voto sulla sua approvazione definitiva, più che altro un vero proprio banco di prova per il governo. E’ questo il motivo per il quale lo stesso Di Maio invita ad atteggiamenti responsabili, nonostante non cambi idea sulla possibilità di accedere al fondo salva stati, per il quale resta fortemente convinto sul no.

Di parere diverso Matteo Renzi, che ribadisce la sua totale contrarietà all’utilizzo di fondi europei non per aiutare il sistema italiano ma per pagare consulenti.

Ieri sera, sta di fatto, una risoluzione di maggioranza sulla riforma del Mes è stata depositata al Senato ma al documento mancava la firma del capogruppo di Italia viva, Davide Faraone.

 Si guarda quindi ai numeri, che al Senato sono veramente risicati. Certo non occorre una maggioranza assoluta ma relativa ( basta cioè che i si superino i no ), ma come raggiungerla?

Fondamentali una dozzina di voti, secondo indiscrezioni tra i sei e i dieci senatori del M5S sono in bilico, mai come in questo momento quindi la differenza la faranno le opposizioni.

Anche in questo caso la situazione però non è ben chiara, specie da parte di Forza Italia, che pur essendo favorevole all’eventuale richiesta italiana di accedere alla linea sanitaria del MES si dice contraria alla riforma attualmente in discussione.